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A PARTIRE DAGLI ULTIMI

«C’era un povero alla sua porta» – Luca 16, 20

“C’era un povero alla sua porta”… Alla sua porta, non a 200 Km di distanza! Ricordiamo il racconto che Gesù pronuncia con forza e dal profondo della sua anima, dirigendosi ai farisei. Così ha lasciato bene in chiaro che non possiamo pretendere di essergli fedeli tralasciando la cosa principale, cioè l’amore verso gli altri, l’amore verso gli ultimi.

Sappiamo che il ricco “portava vesti splendide e raffinate e tutti i giorni banchettava sontuosamente”. È un simbolo di ostentazione accecante, alienante. Ci vestiamo, ci riempiamo, accumuliamo … e andiamo perdendo sensibilità, umanità. I nostri sensi si addormentano nelle reti, nelle serie di Netflix, nel libro che non ci lascia, nella sicurezza e il confort dentro casa, dentro il nostro circolo di sempre, di coloro che ci adulano. Abbiamo meno bisogno di Dio e il suo Sangue smette di circolare nel nostro spirito. Poco a poco ci addormentiamo, annebbiandoci tanto che già non possiamo vedere. Non vedere chi? La persona, che sta al nostro fianco e che soffre. Come il ricco non poteva vedere il povero? Egli “giaceva, coperto di piaghe, alla sua porta…; perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe”. La visione è inaccettabile, però gli occhi insensibili non lo vedono.

Gli occhi e il cuore di Gesù, invece, ne conoscono perfino il nome. Era “un povero, chiamato Lazzaro”. Lazzaro, che vuol dire “Il mio Dio è aiuto”. Lui, in quella situazione drammatica, ha riconosciuto Dio nel poco aiuto che gli poteva arrivare. I nostri fratelli di Mafambisse ci hanno fatto vivere questa esperienza sulla loro pelle. Quando i mezzi di comunicazione avevano dimenticato il ciclone nel Mozambico, la loro lettera di Pasqua ci informava che lì vicino cadevano i “rancori e le divisioni”, che c’era “solidarietà gratuita” e“disponibilità”. Il nostro Dio è aiuto.

Noi, che vogliamo seguire Gesù, abbiamo bisogno di allenare il nostro cuore, potarlo, metterlo in sintonia con la sua Parola e la sua Volontà. Altrimenti, potranno venire pure i morti, che tanto non crederemo.

Gesù ci chiede di aprire il nostro cuore e i nostri occhi a colui che ci sta accanto e soffre. È un nostro fratello? È la vedova con vari figli? È il mio vicino ricoverato all’ospedale? È il giovane senza lavoro? È il migrante che parte, passa o arriva al mio paese? Abbiamo questo mese per scoprirlo.

Povero ricco del racconto! Felici coloro che, insieme con Gesù, aprono le porte, camminano, attraversano ostacoli e si avvicinano agli ultimi. Il nostro Dio è aiuto.

Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

Mi propongo di avvicinarmi e portare aiuto a chi soffre: una persona, una famiglia, un ricovero, un orfanatrofio… e nei cinque minuti della sera esaminarmi se ho mantenuto tale impegno.

 

DON OTTORINO

La carità si manifesta negli atti concreti di amore

“Se hai la vera carità – prima ci deve essere la fede, quella che porta alle opere – tu ti consumi per i fratelli. Non basta gridare dal pulpito: la fraternità, la fraternità! Discendi dal pulpito, entra nella casa della vedova e porta un aiuto, dà una mano a quella povera disgraziata. La carità ti porta non soltanto a dare dieci lire a quei poveri orfani, a quei ragazzi sulla strada, ma a vedere come tu puoi aiutare quelle creature, risolvere i loro problemi: dove è necessario istituirai una scuola professionale e aiuterai quelle creature a farsi una posizione un domani nella vita, cercherai in mille modi di insegnare loro un mestiere… Insieme, vedrete come si può intervenire: qualche cooperativa, qualcosa per aiutarli. Ecco la carità: aiutare! Non dovete soltanto dire: ‘Fratelli, vogliatevi bene!’, ma dovete voler bene, e voler bene vuol dire, se necessario, prendere anche il vostro materasso e darlo a chi ne ha bisogno. Se c’è una povera creatura che è ammalata e la vedete messa in condizioni indecenti dovete dare il vostro materasso, e anche il vostro letto, se necessario, perché è Cristo sofferente…”.(Med.115 – 7 dicembre 1966)

LE MEDITAZIONI DI DON OTTORINO

(Nel 2019 le meditazioni sono tratte dal libretto intitolato “Gesù Innamorato di Te”)

Una per per ogni giorno dell’anno, le meditazioni di don Ottorino scaldano il cuore di tantissime persone che testimoniano come sono diventate parte del loro modo di pregare e vivere quotidiano.

Chiedi nella tua comunità di poter avere i libretti delle meditazioni di don Ottorino, oppure leggile tramite il tuo smartphone scaricandone l’applicazione gratuita.

Qui su Google play store cerca “In ascolto di don Ottorino” oppure anche solo “don Ottorino”
Se invece possiedi un iPhone un iPad qui il link per scaricare l’app dall’Apple Store

Potrai avere il testo di ogni giorno per i tre volumi, sia in italiano che in portoghese e spagnolo…

Don Ottorino Zanon

La santità nel quotidiano

Il Servo di Dio Don Ottorino Zanon (1915-1972) fondò l’Istituto San Gaetano, scuola di formazione cristiana per giovani poveri da avviare al lavoro. Diede vita anche a una Famiglia Religiosa, la Pia Società San Gaetano, composta di preti e diaconi, per il ministero pastorale in diocesi particolarmente bisognose, oggi presente in diversi paesi soprattutto dell’America Latina. Il libretto illustrato racconta questa vita operosa e intensa, stroncata da un tragico incidente stradale.

Casi che non sono casi

Il piccolo vangelo di don Ottorino Zanon

Dice l’Autore: ‘Ci siamo immaginati di essere lassù, in Paradiso, e di dare voce a Don Ottorino Zanon (Vicenza, 1915 – 1972), un prete contento, un santo dei nostri tempi, un apostolo di fuoco, fondatore della Pia Società San Gaetano, Congregazione di preti, diaconi e sorelle nella diaconia. Molti di noi hanno vissuto con lui su questa terra; tutti, quando ne incontrano gli scritti, lo percepiscono vicino, familiare, estremamente accessibile, e allo stesso tempo straordinariamente profondo. Forse per questo abbiamo preso il coraggio a due mani e abbiamo ardito esprimerci con questa costruzione letteraria. La nostra parola, prestata a lui, si trova scritta in stampatello; i suoi testi originali, frutto di rudimentali registrazioni che ce ne hanno conservato la memoria, sono riportati in corsivo. Ma è il contenuto ciò che in realtà c’ha reso facile l’intento: i fatti della Provvidenza, un piccolo Vangelo intessuto di vicende feriali e di incontri semplici, ma impregnato di una presenza ?quasi matematica’ di Dio. Il desiderio è che capiti ai lettori, quello che è capitato a noi suoi religiosi, di vedervi cioè rispecchiati nella vostra vita normale perché l’ordinarietà della vita divenga luogo di una santità straordinaria. Era il sogno di don Ottorino su ogni uomo’. La seconda parte del libro presenta alcuni spunti per la riflessione personale (o di gruppo).

Diaconato e Diaconia

Per essere corresponsabili nella Chiesa

Una riflessione teologico-pastorale sui temi del ministero ordinato, della diaconia comune e della corresponsabilità ecclesiale, ma anche un’occasione per cogliere il sentire attuale della Chiesa. Sono i temi affrontati in questo volume, che raccoglie gli atti delle giornate di studio su «Diaconato e diaconia. Per essere corresponsabili nella Chiesa», organizzate a Vicenza il 27 e il 28 ottobre 2017, dalla Pia Società San Gaetano, dalle teologhe italiane, dalle suore Orsoline di Breganze, dalla Comunità del diaconato in Italia e dalla Diocesi di Vicenza. Contributi di: Alphonse Borras, Erio Castellucci, Matteo Cavani, Luca Garbinetto, Andrea Grillo, Federico Manicardi, Cettina Militello, Serena Noceti, Enzo Petrolino.

Preti e Diaconi Insieme

Per una nuova immagine di ministri nella Chiesa. Presentazione di Enzo Petrolino

Il libro affronta il tema del diaconato in stretta correlazione al presbiterato, ponendo i due gradi del ministero in una vitale e originale relazione di complementarietà. Il punto di partenza è l’esperienza concreta della congregazione religiosa Pia Società San Gaetano, formata da religiosi, preti e diaconi che condividono i voti di povertà, castità e obbedienza e vivono insieme in comunità assumendo in modo corresponsabile la cura delle parrocchie. In sintonia con le intuizioni conciliari, attraverso un percorso che attinge all’esperienza di oltre cinquant’anni si delinea un profilo del ministero ordinato che valorizza sia la comune radice sacramentale di diaconato e presbiterato sia le specificità, ricche di conseguenze dal punto di vista pastorale e teologico.

la Famiglia di don Ottorino

Lettera alla Famiglia

Vicenza, 29 giugno 2018
Solennità degli Apostoli Pietro e Paolo