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                                  È stata la Consulta, riunita telematicamente in maggio su convocazione del superiore don Venanzio, ad avere l’intuizione: “ma se non possiamo incontrarci nelle varie nazioni, per- ché siamo tutti chiusi in casa, perché non ap- profittare e... incontrarci tutti e tutte da tutto il mondo?”.
Detto, fatto. È partita la macchina organizzati- va. Obiettivo: un appuntamento di alcuni gior- ni per tutti i religiosi e le sorelle per incontrarsi, condividere, formarsi.
La rete (il web) è diventata la casa da abitare insieme per una inedita assemblea, definita “interdelegazionale”, che ha avuto un sapore di freschezza, nonostante la fatica vissuta da tutti nella clausura obbligatoria e nel difficile esercizio della carità pastorale, soprattutto ver- so i poveri.
Inutile dire che si è percepito da subito una benedizione speciale emanata dal sorriso di don Ottorino, uomo di Dio avvezzo a naviga- re nelle innovazioni della tecnica per scovare nuovi modi per portare a tutti l’annuncio del Vangelo.
Questa volta, la tecnologia è divenuta strumen- to a servizio del valore carismatico dell’unità nella carità. L’esperienza ha avuto esiti molto positivi, anche fra i confratelli più anziani e meno abituati a trattare con queste “diavolerie (...o ‘angelonerie’?) moderne”.
don Osvaldo e don Paolo
 




























































































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