Page 23 - UNC 2-2020
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                                   Ci siamo lasciati lo scorso numero con la considerazione finale, a margine del convegno “Carismi in Comunione”,
che nonostante le tante difficoltà nella Chiesa e nel mondo, quello che viviamo per il nostro carisma è oggi un tempo favorevole, il kairós biblico delle scelte opportune.
La quaresima da lì a pochi giorni ci avrebbe accompagnato a vivere, assieme a tutto il pia- neta, un tempo eccezionale per la pandemia da coronavirus. Una crisi che in principio ai nostri occhi sembrava essere solo locale e poi, invece, crescente, ha cominciato a spaventarci con i suoi primi morti fino a travolgerci in ogni dimensione della vita, non temendo più solo per la tenuta del sistema sanitario ma anche di quello economico, lavorativo e poi d’ordine pubblico e sociale. In meno di due mesi e in troppi casi, ha portato via vite umane, mestie- ri, sicurezze economiche, relazioni affettive, progetti familiari o semplicemente aspettative in procinto di realizzarsi.
Cosa stiamo imparando?
Ma dal fatto che un microscopico virus può mettere tutto in crisi, cosa stiamo imparando oggi?
Abbiamo sperimentato, per esempio, quan- to una sola persona pesi nell’universo: basti pensare al cosiddetto paziente zero che senza volerlo ha bloccato il mondo. Davanti al male comune abbiamo fatto esperienza, con altri occhi, di cosa sia il bene comune, di cosa sia l’interdipendenza nel mondo globalizzato, di come il bene di ogni persona è unico e quanto sia importante il suo posto nel mosaico della creazione.
Come d’incanto ognuno ha compreso quale fosse il proprio posto: ‘#io resto in ospedale’, ‘#tu resta a casa’, ‘#aiutami ad aiutarti’, e così via....
Se fosse stato oggi, con gli occhi e il cuore di Dio, San Francesco avrebbe esclamato “Fratel- lo virus!”, abbracciando un malato di covid-19, così come ha veramente fatto con il lebbroso
UNITà NELLA CARITà 23


























































































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