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 In alto e sotto: Immagini dei partecipanti al corso sulla comunicazione presenti fisicamente a Vicenza
                                  intitolato "Saggio sul dono": "Sono state le no- stre società occidentali a fare, assai di recente, dell’uomo, un ‘animale economico’; noi siamo per fortuna ancora lontani da questo costante e freddo calcolo utilitario. Vedremo che il dono ci dice che l’uomo è invece 'uomo reciproco'." La profondità antropologica della scoperta di Mauss sta qui. Nel dono e attraverso di esso si affermano congiuntamente l’autonomia perso-
nale del soggetto e la sua appartenenza socia- le; nel dono e attraverso di esso si articolano il perseguimento del vantaggio individuale e l’a- pertura all’altro mediante atti generosi. Mauss può, così, suggerire di considerare il triplice obbligo di donare, ricevere e ricambiare come la matrice universale di ogni socialità umana, come “il fondamento costante del diritto”, per- fino come la “morale eterna” comune alle so- cietà più evolute e a quelle che lo sono meno. E un altro grande antropologo italiano Marco Aime scrive: "Il dono si nasconde nelle pieghe delle nostre azioni e non ci accorgiamo che molte di queste non sono affatto mosse da lo- giche utilitaristiche. Intendiamoci “non utilita- ristiche” non significa “gratuite”.
Il dono non è mai gratuito. Il dono non è una prestazione puramente gratuita, né una pro- duzione o uno scambio puramente a fine di lucro, ma una specie di ibrido. Chi dona si at- tende un controdono. Qual è allora la differen- za tra donare e contraccambiare e un normale scambio mercantile? La libertà. L’assenza di costrizione, vale a dire assenza di contratto, di coercizione."
E per terminare questa lista di importanti auto- ri citati da Luciano Zanin sul tema del dono ri- portiamo anche un brano di Jean-Luc Marion,
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