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                                  MeRaviGLiOSO SCeGLieRe
La SOLidaRietà
preghiera che ci dona tranquillità
e gioia, fiducia e gratitudine in
Cristo che – nonostante la nostra incredulità – continua a tenerci per mano. È meraviglioso mettere da parte
l’egoismo a servizio della solidarietà, invocare lo Spirito Santo per il
mondo intero, ringraziare Dio per tutto ciò che abbiamo. C’è
chi ha addirittura trovato lavoro!
Grazie Signore per la tua infinita misericordia,
grazie perché ci permetti di sperimentarla sempre.
Mara, Fabio, Lilla, Peppe, Franca, Rosalia, Elio, Antonella
 telefonate più lunghe e approfondite, e ci sia- mo concessi cose strane alla tv, come piangere le cifre dei morti. Abbiamo sperimentato che è bello parlare con i familiari, recuperare un saluto più degno di questo nome, prenderci cura delle paure dei piccoli e della fragilità dei
nostri anziani in casa. Abbiamo riscoperto il valore della domanda semplice che eravamo abituati a porgere sempre in modo superficiale e che invece ora ha un valore profondo: “Come stai?”
Come comunità cristiana, abbiamo sentito la mancanza dell’eucarestia, abbiamo capito quanto ci manca proprio la dimensione del corpo.
Per questo la chiamiamo comunione, e seb- bene abbiamo cercato di sopperire con quella spirituale collegandoci anche in streaming alle S. Messe, non possiamo non sentire che il va- lore della Messa è soprattutto la corporeità di Gesù, la sua e nostra presenza fisica; è il toc- care, è la comunità stessa, la cui presenza non è opzionale; è la gente che partecipa anche se non parla o non risponde, e non si riduce a uno spettatore di uno spettacolo, ma “co-produce” ciò che sta avvenendo sull’altare.
Come approfittare di questo kairós biblico?
Da tanta nostalgia di distanze brevi, dicevo, es- sendoci riscoperti interdipendenti e bisognosi
 UNITà NELLA CARITà 27

















































































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