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fratelli e le sorelle della Famiglia. La pandemia ci aveva costretti a sospendere i consueti in- contri estivi. Meno lavoro, meno spese..., ma anche meno comunione tra noi. Sennonché l’ispirazione di uno divenne desiderio di tut- ti: incontriamoci on line! E fu una vera festa pregare, riflettere, dialogare insieme per vari giorni. Mancò logicamente il contatto perso- nale, ma c’eravamo tutti, contenti di vederci, salutarci, confrontarci. Abbiamo toccato con mano che chi si mette nelle mani di Dio ha sempre da guadagnare.
C’è un episodio nel Vangelo che può illumina- re tutto questo. Gesù, camminando sulle acque agitate, si avvicina alla barca degli Apostoli impauriti che lo scambiano per un fantasma. "Coraggio, sono io." Pietro lo sfida: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle ac- que", e comincia a camminare, ma per la vio- lenza del vento s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E Gesù: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?".
Da dove viene la paura di Pietro? Dal vento e dalle onde del mare. Mentre fissava lo sguardo su Gesù gli parve possibile tutto, anche cam- minare sulle acque impetuose, quando invece fissava le onde sprofondava.
In questi giorni vaga ancora minacciosa sopra di noi la nuvola dell’insicurezza per non dire della paura, provocata dalla recente pande- mia. Noi cristiani non abbiamo proprio nulla da dire? Non sarà che ci manca il coraggio di fissare lo sguardo sul Signore, di porre in Lui le nostre attese, e così ci ritroviamo a combat- tere da soli, impotenti contro le onde agitate? Non riusciamo infatti a sostituire la paura con la Speranza, perché siamo “uomini di poca Fede”. La Speranza d’altra parte è figlia della Fede, la quale non si alimenta con i ragiona-
PAURA E PAURA E
SPERANZA SPERANZA
menti e le prove, ma ha come oggetto il Signo- re e la sua parola.
Come credenti sappiamo che le nostre sicurez- ze non si esauriscono in quello che si vede, si tocca o si dimostra, ma vanno oltre. Gli antichi cristiani raffiguravano la Speranza ad un’an- cora, agganciata al cielo, nella riva dell’aldi- là. Un cristiano che non è capace di essere in tensione verso l’altra riva, gli manca qualcosa, dice papa Francesco. Per lui, la vita cristiana sarà una dottrina filosofica; lui dirà che è fede ma senza speranza non lo è. E appena i suoi piedi non trovano dove appoggiarsi, subentra la paura e affonda. La speranza – questo sì, è certo – ci dà la sicurezza: la speranza non delu- de. Mai! Se tu speri, non sarai deluso.
Papa Francesco aggiunge: Viene spontanea la domanda: dove siamo ancorati noi? Siamo an- corati nella riva di quell’oceano tanto lontano o siamo ancorati in una laguna artificiale che abbiamo fatto noi, con le nostre regole, i nostri comportamenti, i nostri orari? Tutto comodo, tutto sicuro? Quella non è speranza... Concludo con una provocazione: Se il Covid 19 avesse prodotto come effetto laterale uno sguardo di fiducia in Dio portandoci a contare maggiormente su di Lui che sulle nostre risor- se, benedetto sia il Covid... (Ora però cancella- te quanto ho detto).
di Don Venanzio Gasparoni, Superiore Generale
  arissimi,
mi viene spontaneo condividere con voi la gioia di un’assemblea senza precedenti celebrata con tutti i con-
      EDITORIALE
   




















































































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