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                                   GENITORI
IN CAMMINO
 di Annamaria Gatti, psicologa e scrittrice
CI SIAMO SEMPRE PER TE
Spesso ci vuole una rete di aiuto,
per essere o continuare ad essere adulti maturi e rassicuranti per i figli
    Ci scrive Don Ottorino:
“Quando veniamo feriti nel nostro io, al primo momento siamo come acceca-
ti, come quando si corre in macchina e c’è un rovescio d’acqua; nei primi istanti non ci vedi più; dopo il tergicristallo pulisce, ma, intanto, non ci vedi più. In quel momento abbiamo biso- gno di vincere noi stessi. Questo succede anche per i più grandi santi! E quando sono gli altri a venire feriti nel proprio io, bisogna avere bontà e comprensione verso di loro. Bisogna essere papà e mamma verso tutti. Bisogna dare agli altri quel tanto di calore in modo che il cuore non senta bisogno di qualcos’altro fuori di casa. Anche Gesù sentiva il bisogno di calore uma- no, di un appoggio umano!” (M131, 4-7 del 31 dicembre 1966)
Dopo aver riflettuto, nel numero scorso, sul fat- to che anche Gesù era talvolta stanco, ora ci ras- sicura il fatto che anche Gesù sentiva il bisogno di un appoggio, come succede a noi. La vita con le sue vicende spesso ci lascia fragili ed è come se dovessimo riprendere il largo.
Non che le cose fossero diverse prima del marzo di quest’anno, ma certo abbiamo con- solidato che educare in questa società, diventa
un affare complicato e scoraggia i giovani e non più giovani a metter su famiglia e a fare figli. Questo in- sulto alla vita sta tracciando un fu- turo inquietante che la politica, per esempio, trascura con allarmante irresponsabilità.
La preoccupazione dilaga e come fare allora con i figli che ci respi- rano accanto? Restare connessi con il cuore di Gesù e con gli altri, non perdere la nostra bussola. Stare nella relazione con i figli, senza ri- mandare o rinunciare, come accade a Piero.
Piero nota che Clara vive momenti di silenzio insoliti. La partecipa- zione ai giochi dei fratellini è som- messa: qualche preoccupazione si insinua nell’anima bambina e com- prende di dover intervenire con la delicatezza e con la verità di cui i
bambini hanno diritto.
Le propone un giro in bicicletta. Clara accetta e, in una sosta in riva al lago, si racconta. Ha molte paure per mamma, papà e per i fratellini, per i nonni e insomma... per tutti. Piero ascolta, apprezza, non giudica, non delega, non mini- mizza, non irride ma prende su di sé quel peso, perché è un genitore e un adulto responsabile. Crede sia importante dare calore e senso a quella paura: le dice che ha ragione, che la pau- ra c’è in tutti ed è normale. La rassicura che non è sola e la informa sulle innumerevoli persone che stanno lavorando, perché lei possa stare bene, perché la paura trovi risposte serene e vere. Anche papà e mamma ci sono sempre e potrà contare sul loro aiuto. “Sai che noi vi vo- gliamo molto bene e ci occupiamo al meglio di tutto. Se hai dubbi potrai farci tutte le domande che vorrai, perché ti risponderemo sempre con sincerità.”
Clara appare sollevata. Non sarà facile per lei questo momento, ma sarà una bella palestra per la vita e questo glielo dice il suo papà. E poi le racconterà che questo calore e questo amore non se lo è inventato, ma gli è stato donato. Ma questa è un'altra alba.
 30 UNITÀ NELLA CARITÀ
Per dialogare: gatti54@yahoo.it
 















































































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