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                                 Don Luigi con mons. Casaretto, vescovo di San Isidro Don Luigi benedice l'inizio dei lavor
Come facesse, lui, “incorreggibile nel disor- dine”, portare a termine così tante opere, solo Dio lo sa. Dove poi trovasse i soldi... ce lo fa- remo dire quando avremo tempo di parlarne lassù...
Questi gli aspetti di cui siamo testimoni. Quanto alla vita di fede, riassumerei la sua spi- ritualità in quattro grandi amori: il Signore, la Madonna, don Ottorino, i poveri e gli ammalati. Per quello che ci è dato di capire, possiamo dire che il centro della sua vita era veramente il Signore Gesù, al quale si è donato totalmente
anche attraverso i Voti.
Della donazione ai poveri e agli ammalati ne parlano la sua disponibilità, a volte (a detta dei confratelli) esagerata...(“la gente si approfitta di te perché non sai dire di no a nessuno e ti fidi di tutti”...) nonché le molte opere di cui abbiamo fatto memoria.
Quanto al suo rapporto con don Ottorino, era evidente che era entusiasta di lui per la spi- ritualità e l’umanità; si lasciò affascinare al primo incontro, lo seguì con entusiasmo, lo proclamò “santo” precorrendo i tempi (fu ri-
  Don Luigi con i bambini del doposcuola nel quartiere San Jorge
cambiato da don Ottorino che lo volle primo maestro dei novizi, quando si cominciò a fare l’anno regolare del novi- ziato).
Ma soprattutto, (forse per aver perso la mamma troppo presto) chi non ricorda il suo rapporto figliale, bambinesco con la Madonna, i suoi sguar- di estasiati all’immagine di Maria, i suoi dialoghi diretti con lei, la sua statuina infila- ta sempre nel taschino della giacca, i tanti rosari recitati, la promozione tra la gente della devozione mariana (rosario permanente)?
 36 UNITÀ NELLA CARITÀ
  
























































































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