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                                   pregato il rosario e ho portato la Bibbia. Quan- do ci siamo visti, abbiamo camminato per po- chi metri fino a un terreno vuoto e mi disse: 'Fino a quaranta metri di profondità, il terreno è tuo' ".
"Ho passato del tempo con la depressione e ogni pomeriggio Piero è venuto a trovarmi. Mi ha detto: 'Dai, dai, devi continuare a cammi- nare' ".
"Con Piero abbiamo iniziato a fare catechesi in un quartiere molto povero, avevamo 18 anni. Ci ha invitato a venire e andare a vedere le fa- miglie più povere".
"Con lui abbiamo partecipato agli incontri ma- trimoniali... con lui abbiamo partecipato anche ai corsi di evangelizzazione".
"Eravamo nella catechesi e ci ha detto: quando venite, portate un mattone e così costruivamo la chiesa di San Gaetano”.
Non è per negare i suoi limiti e nascondere il suo carattere, che era a volte come "quello di un italiano caprone", che è un modo popolare di dire argentino per indicare una persona con un carattere rustico. Qualcuno lo usò affettuo- samente per dire il carattere di Piero. È stato un altro modo per dire che era un uomo che è passato facendo il bene. La Messa è stata anche l'occasione per riconoscere come Piero è stato in grado di raggiungere persone di condizioni diverse e di toccare tutti i loro cuori.
Grazie Piero, grazie diacono Piero.
P. Bruno Sturari
UNITà NELLA CARITà 39
   GRAZIE, PIERO GRAZIE DIACONO PIERO

























































































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