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                                 no (CECPO), e con i meravi- gliosi bambini che hanno con- quistato i nostri cuori a suon di abbracci. Il nostro viaggio è iniziato circa un anno prima della partenza, quando abbia- mo iniziato a desiderare di fare la nostra parte per aiuta- re qualcuno e ricercare, così, quell’essenziale che sentivamo di perdere di vista nella vita di tutti i giorni.
Appena arrivati in Guatemala, il jet lag e il cambio di altitu- dine ci hanno distratti da tutti questi propositi, finché, dopo la prima settimana, ci hanno accompagnati a vedere dove vivono i bimbi che ci hanno accolto con tanto amore. Solo allora abbiamo iniziato a rea- lizzare quanto il CECPO costi- tuisca un’oasi felice all’interno del quartiere, nonché di quan- to sia prezioso per quei bam- bini il tempo che le maestre dedicano al gioco.
Abbiamo ricevuto un’ondata di amore gratuito fin dai primi giorni. All’inizio questo ci ha messo molto in imbarazzo ma,
col tempo, ci ha fatto capire che il motivo per cui eravamo lì era imparare a guardare con gli occhi di chi ama, vedendo nell’altro il volto di Dio... o al- meno provandoci!
Tornati in Italia (almeno in
parte) siamo carichi della gio- ia di aver incontrato persone meravigliose e della consape- volezza che il nostro percorso non è terminato il 29 febbraio con il rientro a Roma.
Lucia e Alessandro
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