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                                 Don Giuseppe nella sua quarantena in contatto con varie trasmissioni di preghiera nel corso della giornata
   ta, ma poco sperimentata.
Ho avuto modo di organizzar- mi il tempo secondo i ritmi del carmelo per verificare il pas- sato, pregare di più e meglio, meditare la Parola, “celebrare” l’Eucaristia in modo del tutto speciale e bello: ogni mattino alle 7 mi recavo a S. Marta per concelebrare con papa France-
sco (come ho fatto due anni fa, il 17 aprile); alle 18 facevo un salto a Lourdes per il Rosario, altre uscite le ho fatte a Pompei, a Loreto, e alla domenica veni- vo a concelebrare con voi alla Casa dell’Immacolata. Credo che sia stata la prima Pasqua ce- lebrata alla Casa dell’Immaco- lata da quando sono diventato
sacerdote! Ho gustato la bontà della preghiera silenziosa, pro- lungata e insieme ho spaziato con il cuore e la mente accanto alle persone che ho conosciuto e quelle che oggi sono affidate al mio servizio sacerdotale, ho partecipato intensamente alle preoccupazioni “mondiali” di papa Francesco, mi sono anche commosso in vari momenti del- la Settimana Santa, che sempre ho gestito in prima persona, con le preoccupazioni legate al rito e agli annessi.
In particolare, dopo la Comu- nione con papa Francesco a S. Marta, mentre Gesù Eucaristia veniva esposto alla nostra con- templazione, ho rivisto il mio passato per chiedere perdono e per ringraziare, ho pregato per ogni confratello, ogni comunità, ogni persona che ha fatto e fa parte della mia vita... e tutti ho messo nel cuore di Gesù.
Non mi muovo mai da casa, non sono più ambulante, ma prego il Signore di crescere come “carmelo” e così essere un vero equilibrato “carmelo am- bulante”.
Don Giuseppe Giacobbo
UNITà NELLA CARITà 55


























































































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