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 una delle sue catechesi
 Croce adornata
                                 tutt'altro, anche se si son dovu- ti sospendere i pranzi solidali e le convocazioni settimanali per l'ascolto dei bisognosi. Gli an- nunci vengono dati con i social - in coordinamento tra Comune, Protezione civile e Caritas delle parrocchie - ma poi incontri e consegne di alimenti e altri aiuti vengono fatti in forma persona- lizzata, rispettando le norme ma cercando che nessuna delle tante chiamate al telefono o alla porta siano senza risposta. A questo si dedica prevalentemente don Giuseppe, in costante collega- mento con gli operatori e con la discreta diuturna laboriosità di suor Gianfranca, mentre tutti siamo testimoni di offerte d'aiuto e di risorse materiali che, grazie a Dio, arrivano anche in questi giorni.
C'è un aspetto particolare della carità pastorale - la benedizione delle Salme ai Cimiteri prima della sepoltura (pochissime in verità a Monterotondo) - che esercitano i più giovani confra- telli, mentre i veterani diacono Mario e don Zeno - ordinari mi-
nistri di funerali in tempi norma- li - più che mai obbedienti.. "re- stiamo a casa" per proteggere noi stessi e gli altri!
Clima speciale
C'è un reale ma eloquente silen- zio intorno alla parrocchia. Man- ca il vociare dei bambini della scuola dell'Infanzia; tace il frago- re dei ragazzi del catechismo nei pomeriggi ora tiepidi e prolun- gati; è vuoto il campo da calcio contornato da verde e sognato da tanti adolescenti che invece scalpitano nelle loro abitazioni; non c'è il via-vai popolare che di solito anima e a volte intasa piaz- zale e centro comunitario. Suo- nano le campane ma è silenziosa la chiesa che noi cerchiamo di riscaldare con la celebrazione eu- caristica delle 7 del mattino (più tardi alla domenica), con canti stupendi che riscopriamo grazie alla versatilità musicale e vocale di qualcuno - e chi può essere se non Luca? - e con prolungata pre- ghiera comunitaria e personale che si rinnova anche alla sera. La nostra chiesa rimane chiusa come le altre delle parrocchie cittadine, per indicazione del Vescovo e per opzione condivisa con i par- roci, che ci preoccupiamo di so- stenere fraternamente nella logi- ca dell’unità (come ci sollecitava a fare don Ottorino), trovandosi soli a differenza di noi.
Tra noi si sente dire: ho il po- meriggio zeppo di "riunioni". Sembra strano ma per gli esperti nella comunicazione tecnologica si sono fatte più insistenti e ap- profondite le esigenze di dialogo e confronto tra gruppi, tra fami- glie e tra singoli.
Amici di don Ottorino
In particolare con e tra gli Amici
di don Ottorino che continuano e intensificano richieste e scam- bi intorno alla formazione, alla fedeltà all'Impegno di vita, alle vicende della Famiglia, alla re- alizzazione dei Laboratori in preparazione al Capitolo e agli appuntamenti che li dovrebbero precedere.
Una voglia di crescita che diven- ta contagiosa - di un contagio salutare in questo caso! - che ri- sponde al bisogno di relazioni nuove e alimenta la speranza, Dio voglia la certezza, che dalle restrizioni e soprattutto dalle ri- flessioni causate o favorite dalla pandemia scaturiscano autentica comunione, familiarità confor- tante, condivisione e fraternità reali come segno del Regno pre- sente e promesso: la Famiglia dei figli di Dio sognata e voluta da don Ottorino.
don Zeno Daniele
 UNITà NELLA CARITà 59





















































































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