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blemi popolari, mettendo al centro la dimensione del reci- proco servizio e facendo ma- turare l’unione tra fede e vita. «Il diacono è ministro “senza potere”: non acquisisce, in virtù della grazia sacramen- tale, funzioni e compiti esclu- sivamente a lui riservati. Tale realtà ha generato non poche perplessità nel riconoscerne la sacramentalità nella Chie- sa, ma a noi sembra esprime- re la più significativa bellezza di un ministero rivoluziona- rio per la comunità cristiana e anche civile». Il diacono vive in sé, ancora più manifesta- mente, «il paradosso di ogni ministro ordinato e di ogni cristiano: è consacrato da Dio per essere ultimo. Un’e- lezione tutta particolare, evi- dentissima per lui, che riceve l’autorità (il potere) di servire e di educare a servire!». Tanta lucidità, cinquant’anni dopo, se induce a verificare lo stato complessivo del dia- conato permanente, più anco- ra spinge a lasciar entrare in parrocchia lo Spirito, così che la pastorale ordinaria si libe- ri dalla tendenza a diventare burocratica e ripetitiva.
Sergio Massironi
                                  La proposta di un ministero vissuto in unità come preti e diaconi nel libro di don Luca, è stata fatta oggetto di questo pregevolissimo articolo che riportiamo come presentazione
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