Gesù è Parola di vita eterna
“Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna” - Giovanni 6, 68

Prendiamo la parola dell’Impegno di Vita dalla parte finale del discorso sul Pane di Vita del vangelo di Giovanni. Si tratta della discussione dei discepoli tra di loro e con Gesù e della conversazione di Gesù con Pietro. Molti discepoli pensavano che Gesù stesse esagerando. Stavano terminando le celebrazioni della Pasqua e a loro sembrava che Gesù si stesse mettendo al centro della Pasqua. Por questo molta gente si separa dalla comunità e non continua più con Gesù.

Alla fine rimangono solo i dodici. Davanti alla crisi, che provocarono le sue parole e i suoi  gesti, Gesù si rivolge ai suoi amici più intimi, rappresentati dai dodici e dice loro: Voi pure volete lasciarmi?. A Gesù non importa avere poca gente che lo segua, non cambia il discorso quando il messaggio non piace agli altri. Egli parla per rivelare il Padre e non per piacere a chi lo ascolta. Preferisce rimanere solo che essere accompagnato da persone, che non si impegnino nel progetto del Padre.

E nasce la bella risposta di Pietro: Signore, da chi andremo? Tu hai  parole di Vita eterna. Noi abbiamo creduto e sappiamo che tu sei il Santo di Dio. Anche senza capire tutto, Pietro accetta Gesù come il Messia e crede in lui. A nome del gruppo, professa la sua fede: Gesù è la Parola e il Pane, che saziano il nuovo popolo di Dio. Pure con i suoi limiti, Pietro mostra fede, pur non avendo tutto chiaro.

Alcuni dicevano: Questo linguaggio è duro. Chi può ascoltarlo?. Molti discepoli se ne andarono, perché già non erano disposti a percorrere il cammino di Gesù. A noi, oggi, può succedere la stessa cosa. Siamo in un tempo in cui bisogna vivere la vita cristiana all’intemperie, controcorrente, proclamando dei valori, che il mondo percepisce come controvalori e possiamo cedere alla tentazione di albergare nel nostro cuore questo pensiero: ciò è duro. Chi può portare questo peso? Meglio andarsene. La decisione di rimanere o di andarsene dipenderà dall’aver sperimentato intensamente il suo “pane di vita” e le sue “parole di vita eterna”.

Don Ottorino ci ricorda che anche noi vivremo momenti di confusione e di scoraggiamento nel nostro camino. Però, se Gesù è presente nella nostra vita, potremo rispondere come Pietro a questa domanda. Nella tempesta non bisogna avere paura, Egli è presente, basta fare la nostra parte e rinnovare la nostra fiducia nella sua Parola.

Allora possiamo metterci al posto di Pietro davanti a Gesù. Che cosa rispondiamo a Gesù, che ci domanda: Anche voi volete lasciarmi?.

Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

Meditare se nella nostra vita quotidiana Gesù è realmente parola di vita e domandarci se la nostra fede in Gesù si manifesta nei momenti di difficoltà.

Don Ottorino
Dobbiamo avere fiducia in Dio

È bello sapere che nella nostra barca abbiamo sempre Gesù, il quale, anche se dorme, a un dato momento può svegliarsi  e dire al vento: “Taci, calmati”. Non c’è più posto per lo scoraggiamento, per la disperazione, per dire: “Per me è inutile! Ormai ho provato tante volte!”. Perché? Perché sappiamo di avere il Signore con noi. Lui permette questo e quando lui vorrà ci libererà. Le nostre buone mamme dicevano: “Il Signore sa che siamo in questa situazione, sa che siamo qui. Pazienza! Se vorrà liberarci deciderà lui; lui sa quando è l’ora giusta”. Dobbiamo avere questa fiducia in Dio, ma proprio la certezza che nulla sfugge al Signore, e che va bene così. Abbi fiducia! Tu, da parte tua, fa’ tutto quello che puoi: guida la barca meglio che puoi, butta fuori l’acqua, non temere!… Chi è costui? Tutto è stato fatto con lui e niente è stato fatto senza di lui. Questo Signore io l’ho ricevuto nella comunione, questo Signore abita nella nostra chiesa, lui che ha fatto tutto mi accompagna durante il mio percorso… Ci può essere il momento di sole e ci sarà il momento di burrasca, ma io so che l’ho sempre con me. (Med. 5 febbraio 1968)

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