GESÙ È LA VERITÀ
«La verità vi farà liberi» Giovanni 8, 32

Nella parola, che ci guida nel nostro Impegno di Vita, Gesù dichiara ai giudei: Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete veramente miei discepoli: conoscerete la verità e la verità vi fará liberi. Essere discepolo di Gesù è lo stesso che aprirsi a Dio, perché le parole di Gesù sono Parola di Dio. Comunicano la verità, perché fanno conoscere lo cose come sono agli occhi di Dio e non agli occhi dei farisei. La reazione dei giudei è immediata: Noi non siamo mai stati schiavi, come puoi dire che la verità ci fará liberi?. Gesù insiste, facendo una distinzione tra figlio e schiavo: Gesù è il Figlio e vive nella casa del Padre, lo schiavo non vive nella casa del Padre. Vivere fuori casa, fuori da Dio, vuol dire vivere nel peccato. Se accettassero la parola di Gesù, potrebbero diventare figli e ottenere la libertà, non sarebbero schiavi. Pero Gesù nega loro il diritto di dire che sono figli di Abramo, perché le loro opere affermano il contrario: vogliono ucciderlo. Gesù insiste: Chi appartiene a Dio ascolta le parole di Dio. Però essi non si sono aperti a questa nuova esperienza di Dio e per questo non hanno riconosciuto Gesù come inviato del Padre.
Cristo lancia la sfida a noi che abbiamo creduto in Lui. Ci chiede fedeltà alla sua Parola, a cambio di essere suoi veri discepoli, testimoni della verità, che Egli ci ha lasciato nel Vangelo. E a coloro che siano capaci di osservare la sua Parola, offre la libertà. Una libertà che solo la verità ci può dare. La libertà di chi si sa liberato da Cristo, perché, ricordiamo, Egli è stato mandato per rompere i lacci del peccato che ci imprigionano. Cristo ci parla di ciò che ha visto stando insieme al Padre, ci insegna e dà testimonianza del suo amore, della sua bontà e della sua giustizia, della sua umiltà e della sua onnipotenza, della sua semplicità e della sua saggezza, della sua misericordia.
La sua missione è di far comprendere agli uomini la sua divinità e i suoi insegnamenti, che danno pienezza alla legge. Anche noi abbiamo la missione di insegnare agli uomini tutto quello che impariamo come discepoli del Signore. Dobbiamo essere testimoni della Verità, la Unica che rende liberi gli uomini. Come ricorda don Ottorino nel suo sogno, siamo chiamati a mostrare Gesù con la nostra vita, con le nostre opere, con la nostra testimonianza.
Un compito difficile, però non dimentichiamo che possiamo contare con l’assistenza dello Spirito Santo e della Madonna.

Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

Rinnovare durante questo mese il tempo che dedico all’incontro con la Parola di Dio, meditando sul mio impegno nell’ascolto di quanto mi dice Dio e dandone testimonianza ai fratelli.

Don Ottorino
Diventare Cristo vivo

La vigilia di Natale ho fatto un sogno: ho trovato il mio povero papà morto da anni. Gli ho detto: “Papà, sei venuto a trovarmi?”. E lui mi ha risposto: “Sì; mi ha mandato il Signore perché ho alcune cose da dirti”. Mi ha detto: “C’è una cosa che bisogna incrementare, perché il Signore vuole di più; non è che non sia contento di voi, ma vuole molto di più. Il Signore vorrebbe una fede più grande: fede nell’esistenza e presenza di Dio, ma specialmente fede nella Messa e nell’Eucarestia”. Gli ho chiesto: “Senti, papà, non potresti spiegarmi un po’ meglio che cosa il Signore vuole da noi?”. Mi ha mostrato una specie di cartolina dove c’era la figura di Gesù crocifisso e aggiunse: “Uno che conosce il Cristo sa che è il Crocefisso, ma è una fotografia ancora sfuocata. Così è la vostra fede. Voi siete sulla strada buona, però attenti, perché non è sufficiente la fede che avete nell’Eucarestia e nella Messa: bisogna che sentiate presente Gesù. Ha detto queste parole precise: “La fotografia del Cristo deve muoversi; Cristo deve essere vivo. Gli individui devono essere talmente immedesimati della presenza di Lui che loro diventano proprio così”. (Med. 27 dicembre 1965)

Un pensiero per approfondire