Quando morirò il Signore mi chiederà: “Che cosa hai fatto di bene? Che cosa hai fatto, caro?”

 

Avanti, avanti! Quante volte vi ho detto: “Ragazzi, non perdete la testa a scrivere articoli quando saranno morti i più vecchi!”. Quando muoio mi recitate alcune ‘requiem’ e avanti, avanti, avanti: dobbiamo andare avanti. Avanti, guardiamo avanti, per carità, guardiamo avanti: con il Vangelo in mano, che è sempre nuovo, e avanti, non indietro!

 

La nostra vita è una Pasqua, un arrivo; dobbiamo vivere con lo sguardo verso il giorno. Al mattino, quando la giornata è più bella e aprite le finestre, non vi viene da dire: “Quando sarà che si aprirà quell’altra finestra, quella del Paradiso? Quando comincerà la primavera eterna dove ci sarà Dio per sempre?”.

 

Dopo, figlioli, non si faranno più peccati; dopo si incomincerà ad amare e non si perderanno più colpi.

 

Adesso parti e il motore batte in testa o perché manca l’olio o perché manca la benzina o perché la strada è tutta in salita. Invece nell’altra vita metti in moto e il motore non va mai indietro: lo metti a cento e continua ad andare così per tutta l’eternità. È importante quindi revisionare bene il motore per poter correre in Paradiso, per fare le corse con gli angioletti