60 ANNI DOPO

 Grazie, Signore, per averci privilegiato, chiamandoci dentro questa meravigliosa barchetta, che è la Famiglia di don Ottorino

 

L’anno 1961 è stato un anno basilare per la nostra Famiglia, anno in cui la Chiesa ha riconosciuto la Pia Società San Gaetano come Congregazione religiosa.

Ricordo la carica di entusiasmo collettivo che abbiamo vissuto nei mesi antecedenti a questo evento. Don Ottorino aveva solo quarantasei anni e noi, quasi tutti, sotto i trenta. Una tale novità era una molla travolgente per i naturali fervori giovanili. Un anno pieno di preghiere, sacrifici, viaggi continui a Roma per sollecitare l’approvazione delle Costituzioni. In tutto questo, don Ottorino era un vulcano in continua eruzione. Come sempre, quando sentiva che una cosa era nella volontà di Dio, non lo si poteva fermare; per lui non c’erano ostacoli insormontabili e i suoi illuminati stratagemmi per superarli, nonché gli inimmaginabili contatti umani impregnati di preghiera, portavano sempre a buon fine.

Quando don Ottorino arrivò da Roma con il sospirato documento la gioia fu incontenibile. Grande emozione, battimani, applausi, fotografie, fin dentro la chiesa a cantare il Magnificat a Colei che dall’Alto aveva maternamente guidato le cose in quei mesi. Giustamente un monsignore del Santo Ufficio, vedendo la insperata celerità con cui erano state approvate le Costituzioni, aveva dichiarato: “Ma voi avete la Madonna dalla vostra parte. Impensabile che un tale lavoro sia stato portato a termine a Roma in periodo estivo!”.

Sono passati 60 anni ed eccoci a celebrare, con la stessa riconoscenza a Dio, questo particolare avvenimento, perplessi e meravigliati che il Signore abbia pensato proprio a noi per un’opera di questa portata a favore della Chiesa e del mondo: vino nuovo da offrire sulla mensa del mondo.

Oggi, per ovvi motivi, l’entusiasmo giovanile non trova più posto, resta però l’entusiasmo interiore di sentirci dei privilegiati e dei mandati speciali.

Una barchetta, la nostra Famiglia, che i flutti vorrebbero affondare, ma che gode di una presenza speciale di Maria salda al timone, e procede sicura verso il porto prescelto da Dio.

A volte mi ritrovo a immaginare un ritorno improvviso di don Ottorino.  Cosa direbbe di questa sua Famiglia? Di certo, lui che sognava migliaia di apostoli sparsi per il mondo, soffrirebbe con noi per la situazione numerica dei suoi membri. Ma anche esulterebbe per i tanti laici che in 60 anni hanno attinto a questa sorgente di acqua fresca a contatto con il carisma che lui ci ha trasmesso. Esulterebbe di certo anche per quei laici – tra i quali tutti voi che leggete -, che attualmente camminano con noi religiosi condividendo il suo sogno di irrorare di novità evangelica la Chiesa e il mondo. Don Ottorino è stato un grande sognatore, anche se non è riuscito neanche lui a realizzare in pieno i sogni meravigliosi che nutriva nel cuore. Sogni interrotti per la sua precoce partenza, ma sogni che abbiamo fatti e continuiamo a fare nostri, pur nella coscienza che una vita intera non basterà a realizzarli, e che sono anche oggi il motore di propulsione per i nostri progetti.

Grazie, don Ottorino, per averci insegnato a sognare alla grande. Grazie, Signore, per averci privilegiato, chiamandoci dentro questa meravigliosa barchetta.