L’uomo di Dio non deve cercare la simpatia della gente. Qui vale quell’antico detto: “Piacere a Dio e non dispiacere agli uomini!”. La simpatia che io cerco è quella di Dio: cerco di non offendere gli uomini perché devo abitare in mezzo agli uomini, perché devo salvare gli uomini, ma io devo cercare una sola simpatia, la simpatia di Dio. È come un ragazzo che ha la fidanzata e ne cerca la simpatia, ma nello stesso tempo cerca di essere socievole, di comportarsi educatamente in mezzo agli altri.

 

Quello è il mio amore, quello è il mio Dio, a quello io ho dato il mio cuore! Perciò l’uomo di Dio non è preoccupato delle simpatie umane.

 

Vi ho detto tante volte che Dio ci ha chiamati, ma noi restiamo uomini e restando uomini abbiamo tutte le miserie degli uomini e una delle miserie dell’uomo è sempre stata quella di desiderare di piacere, di desiderare le simpatie. È una cosa umana, figlioli, è una cosa umana!  Uno, per esempio, si sente certamente più contento se riceve una medaglia al valore che non se lo mettono in galera o se mettono un articolo contro di lui sul giornale.

 

L’uomo è uomo, la carne è carne, la natura è natura. La natura desidera la simpatia degli uomini, invece lo spirito deve cercare la simpatia di Dio.