Quando hai da fare una scelta, devi impegnarti al massimo come se tutto dipendesse da te; però, una volta deciso, devi offrire al Signore la tua azione, il tuo progetto, il tuo modo di agire, e lui te lo restituirà comandandoti di attuarlo. A quel punto il progetto non è più tuo, diventa suo.

In altre parole, tu fai il tuo progetto, ti consigli con gli altri, e poi, quando hai preso la decisione, dici: “Beh! Quella cosa va fatta!”.

È chiaro! Questo “va fatta” io lo trasformerei in “io ci ho pensato, ho pregato, ho cercato… Mi pare che questa sia la volontà di Dio e Dio, adesso, mi ha dato quest’ordine. Basta, non si discute più. Bisogna farla!”

Non posso io intraprendere un’azione dicendo: “Ecco, la faccio perché mi pare che vada bene sia fatta”; non si può, questa sarebbe una leggerezza! In tal modo tu fai la tua volontà, anche se novantanove su cento essa corrispondesse oggettivamente alla volontà di Dio.

Se non ti abituerai a cercare in essa la firma del Signore, la tua azione resterà umana, molto umana. È come se emettessi un mucchio di assegni, ma senza firma, o spedissi un’enorme quantità di pacchi, ma senza indirizzo; ti caricheresti di assegni che non hanno alcun valore o, anche se l’avessero, senza la firma avrebbero il valore di un pezzo di carta, il valore che può avere la cartaccia.