Fratelli miei, se c’è una fonte e un uomo legato davanti ad
essa che sta morendo di sete e un po’ lontano un altro
uomo non legato, ma sfinito per la sete e che ignora l’e-
sistenza della fonte, voi che cosa fareste? Un ragazzino
mi ha risposto: “Se io non slegassi quello e non indicassi
la fonte a questo, sarei un delinquente!” Stiamo attenti,
figlioli, che i delinquenti possiamo esserlo tutti noi!
Voi vedete questa umanità che va cercando dappertutto
soddisfazioni: cerca da una parte e poi si stanca, cerca
da un’altra e non trova… Questi poveri figli di Dio, che
inconsciamente cercano Dio, devono essere condotti a
lui. Perché tante volte noi non li conduciamo a Dio?
Perché non sappiamo dove Dio sta di casa. È tutto qui!
E allora li conduciamo nei giardini di Dio a mangiare le
fragole, li conduciamo nelle stalle di Dio per vedere i
cavalli del Signore; bellissime cose, sante cose, ma a un
dato momento bisogna affrontare la porta di casa e portare
queste persone ad incontrarsi con il Padre: è questa
la nostra missione! Non li condurremo direttamente, li
condurremo un po’ alla volta, ma noi dobbiamo avere
questa preoccupazione.
Voi di giorno e di notte dovete pensare a questo: come
condurre i fratelli a Dio. Per avere questa passione, vorrei
dire questa pienezza di Dio, ricordatevi che è necessario
presentarsi continuamente davanti a Dio, leggere
qualche libro di Dio e da tutto ricavare qualche cosa che
vi porti a Dio.