Dio ha dato agli uomini il lavoro come compimento della creazione. Mi spiego con un esempio.Una mamma regala al suo bambino una lampadina elettrica e una piccola pila, e dice: “Prendi la pila e la lampadina; prova a metterle a contatto e vedrai che la lampadina si accende!”. Il bambino prova ed è tutto contento perché dice: “Ho acceso la lampadina, l’ho accesa, io!”.
Ecco come il Signore ha pensato il lavoro: ha dato all’uomo la legna e la possibilità di accendere il fuoco, e gli ha detto: “Ti ho creato intelligente, adesso lavora anche tu con la tua intelligenza!”. 

Ora ditemi un po’, gli uomini come considerano il lavoro? Generalmente guardano al lavoro soltanto come mezzo per avere denaro, per avere benessere, per divertirsi; spesso maledicono la fatica del lavoro.

Fratelli, questo non è il concetto cristiano! Nostro Signore vuole che noi attendiamo al lavoro per amore suo, vuole che benediciamo il lavoro. Oggi c’è bisogno di richiamare l’umanità a questa grande realtà.
E il Signore affida a noi questa missione: “Andate in tutto il mondo, dappertutto; e dite agli uomini, in nome di Dio, che centro di interesse deve essere Dio e che il lavoro è una cosa santa, è una cosa benedetta, è una cosa che ha fatto, persino, il Divino Maestro di Nazareth.” Ricordiamocelo, fratelli: dobbiamo dirlo agli uomini, perché Gesù stesso aveva i calli alle mani.
(M2,6-9 del 6 gennaio 1962)