Se vogliamo trascinare la gente a Dio, bisogna portarla all’Eucaristia. Prima però dobbiamo innamorarci noi dell’Eucaristia; dobbiamo fermarci dinanzi al tabernacolo e meditare, meditare.

 

Bisogna mettersi davanti al tabernacolo, prendere in mano il Vangelo e meditarlo alla presenza di Gesù eucaristico, pensando a quelle parole che sono state dette da Lui e che sono state scritte per noi. Voi capite che, senza accorgercene, noi facciamo così ‘la cura del sole’, diventiamo gli amici di Gesù eucaristico, cominciamo a stabilire tra Lui e noi un vero rapporto di fraternità e di amicizia.

 

Stabilito questo rapporto intimo fra noi e Gesù, sarà naturale per noi, portare la gente a questo rapporto di amicizia con Lui. Quando, per esempio, una mamma dice al bambino: “Vedi, nel tabernacolo c’è proprio Gesù!”, è diverso che lo dica una mamma che fa la Comunione solo a Pasqua e una mamma che la fa tutte le mattine. Le parole possono essere le stesse, ma in quelle parole c’è una inflessione nella voce, c’è una corrente che passa, per cui, attraverso la prima mamma passa una cognizione, attraverso l’altra passa fede, passa vita.