È importante, non solamente pensarlo, ma anche dire al Signore che lo amiamo con tutto il cuore: dirlo e portarlo nella pratica, altrimenti facciamo una commedia. Se diciamo: “Signore Gesù, fa’ che io ti ami…” e non ci sforziamo di amarlo, è una stupidaggine. Quando dico: “Fa’ che io ti ami sempre più”, io devo desiderare di amarlo e, desiderando di amarlo, di consumarmi per Lui.
Pensiamo al valore delle parole che diciamo! Quando, per esempio, diciamo: “Fa’, o Signore, che io ti ami…”; vuol dire: “Fa’, o Signore, che il mio amore sia solo per te e che io possa consumarmi completamente per te; la mia vita sia per te…: dolore, sofferenza, lavoro, morte, vita…, come vuoi tu, Signore!”.
Questo vuol dire amare e quando domandate l’amore, domandate questo: la forza di dire sempre di sì a Lui. Ma bisogna dirlo non soltanto con le parole, bisogna dirlo con i fatti! Penso che se non c’è qualche azione concreta, allora sono soltanto parole, non è amore, è ricerca di se stessi.
E, attenti figlioli, l’amore al Signore noi lo mostriamo specialmente quando siamo soli, quando non siamo controllati, quando siamo nella possibilità di non fare quello che si è costretti a fare.