Se io rivolgessi una domanda a Gesù: “Signore, dimmi un po’, mi vuoi bene?”, Lui mi risponderebbe: “Don Ottorino, tu sai che ti voglio bene; nella tua vita tu hai avuto tante dimostrazioni che io ti voglio bene.” – “Ma, Signore, mi vuoi bene nonostante le mie miserie?”. E Lui continuerebbe: “È appunto per le tue miserie che ti voglio bene! Una mamma vuol bene a tutti i suoi figlioli, ma se ce n’è uno ammalato, per quel figlio ha una certa preferenza e lo considera quasi il suo tesoro, la sua perla preziosa. Appunto perché sei debole, appunto perché hai i tuoi difetti, perché hai bisogno di un cuore paterno e materno vicino a te, appunto per questo ti voglio bene”.
Figlioli, ecco chi c’è oltre la porticina dorata del tabernacolo, ecco chi c’è sotto le specie eucaristiche: c’è uno a cui dare del tu, c’è una persona che mi conosce nell’intimo, c’è una persona che mi ama e che mi attende in Paradiso.
Ah, che pensiero gioioso, figlioli: una persona che mi ama e che mi attende in Paradiso!