In ciascuno di noi sono presenti dei vizi nascosti. Basta
che noi siamo distratti un momento perché saltino fuori
immediatamente. Sono come la gramigna: se stiamo
distratti per un po’ di tempo, vedrete che lungo i vialetti,
da una parte e dall’altra, il giardino si riempie di gramigna,
di erbe infestanti.
Così anche i vizi dentro di noi. Facciamo a meno di pregare,
facciamo a meno di fare mortificazioni e state sicuri
che i vizi nascono da soli; non occorre seminarli, coltivarli
e concimarli; basta che cessi l’azione di estirpazione
e loro si sviluppano. Se io non prego, se io non faccio
penitenza, se non mi mortifico, a un dato momento sono
loro che comandano in casa mia.
Ecco, io vorrei che pensassimo qualche volta a queste
cose e ci domandassimo soprattutto: “Finora sono stato
veramente preoccupato di difendermi dalla superbia?”.

Un pizzico di superbia e di amor proprio nel lavoro ci
vuole, ma state attenti: un pizzico di sale nella pastasciutta
o nella minestra ci vuole, ma un mestolo di sale
rovina la minestra o la pastasciutta, rovina tutto e il cibo
è immangiabile. Guardate che la superbia coltivata dentro
di noi è la nostra rovina.
Il Signore ci vuole umili e non solo nell’atteggiamento
esterno, ma specialmente in quello interno. Infatti nell’atteggiamento
esterno noi siamo quello che siamo e non è
il caso che, se uno sa cantare, faccia a meno di cantare
per umiltà, o se uno sa scrivere faccia a meno di scrivere
per umiltà. No! Ognuno dia quello che ha e lo dia per
la Chiesa, per i fratelli, però lo dia con umiltà