Dopo tre anni ci siamo nuovamente riunite per la nostra IV Assemblea, con la presenza speciale di don Luigi De Franceschi. Siamo state accolte bene dai fratelli: diac. Albino, p. Vittorino e p. Oswaldo nella comunità di Estanzuela. Guidate dalla luce dello Spirito Santo, abbiamo iniziato la nostra Assemblea il 20 dicembre con un momento speciale di ritiro. L’immagine della barca a vela ci ha aiutate verificare come ci sentiamo e come ci lasciamo guidare dal soffio dello Spirito.

La figura di Maria, in questo tempo di Natale, è stata “illuminata ” da alcuni testi di don Ottorino e di Papa Francesco, che hanno dato un tono particolare, perché entrambi parlano in maniera simile delle attitudini di Maria come donna dell’ascolto, della decisione e dell’azione. È con questo spirito che vogliamo vivere questo tempo e, con tutti i nostri limiti, percepire la gratuità della presenza di Dio nel nostro cammino.

Lunedì 23 padre Karmelo Eguen (gesuita) ci ha aiutate a vivere un momento formativo sull’esperienza fondante della nostra relazione con Dio, presentandoci tre dimensioni della realtà di oggi, che dobbiamo tener presenti nella nostra vita consacrata: la modernità, la post-modernità e la cultura dell’ingiustizia e dalla violenza.

Sono stati momenti importanti per iniziare il nostro lavoro, incominciato la mattina del 24 dicembre, trattando il tema dei voti religiosi.

All’inizio dei nostri lavori è arrivata come un dono la lettera che don Venanzio, nostro Superiore generale, ha scritto. Ci ha invitato a vivere questa Assemblea per riflettere sul nostro ruolo nella Famiglia di don Ottorino, per maturare una giusta autonomia, per preparare progetti specifici e dimostrare più coraggio nell’esprimere più apertamente la bellezza e l’originalità del nostro carisma negli ambienti dove operiamo. La lettura della lettera ha ravvivato la comunione e l’unità con tutti voi, cari fratelli religiosi, preti e diaconi.

Non sono mancate occasioni di svago e di distrazione durante i quali abbiamo potuto realizzare un pellegrinaggio al santuario del Cristo Negro di Esquipulas.

La Comunità delle Sorelle nella Diaconia