“Peggiore dell’uomo che non loda mai è l’uomo che critica sempre…”.
La critica nasce dalla superbia e per estirparla c’è tanta strada da fare! Superbia
stessi. Da questa lotta dipende l’eternità per noi e per tanti altri. Non possiamo pretendere di trasformare la vita cristiana in un impegno facile.
Non illudiamoci: il cristianesimo non è una cosa facile, ma è un dovere da vivere con Cristo crocifisso, per cui coloro che abbracciano il cristianesimo abbracciano un dovere pesante: la croce portata con Cristo.
I comandamenti sono uguali per il Papa, per i Religiosi e per l’ultimo cristiano. L’umiltà è necessaria per il Papa, per il Religioso e per l’ultima donnetta di questo mondo, perché solamente chi è umile entra nel regno dei cieli. La castità è necessaria per il Papa, per il Religioso e per l’ultimo cristiano. Non ci sono ascetiche diverse, comandamenti diversi, cammini diversi.
Perciò, figlioli, bisogna affrontare questo impegno perché, in ogni paese, troverete sempre una chiesa e un tabernacolo e lo stesso Cristo che si trova qui, è presente anche là; per cui se non credete alla presenza reale di Cristo dovrete rendere conto al Signore.
Sarai un povero disgraziato se avrai trasformato il Cristo in una reliquia della santa croce.
Abbiamo ricevuto grazie da Dio e di esse dobbiamo rispondere al Signore. Ovunque sia, tu devi vivere il tuo cristianesimo. Infatti il Signore non ti toglie i comandamenti, il tabernacolo, la grazia; rimani figlio di Dio e fratello di Gesù, e per vivere la fede occorre sacrificio. (M81, 1 del 18 giugno 1966)