Figlioli, dobbiamo saperci adattare alle persone. In altre
parole: non mettiamoci a sedere dicendo che non si può
fare nulla perché abbiamo accanto quelle date persone.
Invece proprio con quelle persone bisogna lavorare.
Penso che Gesù non abbia detto all’Eterno Padre riguardo
a Pietro: “Senti, Signore: non hai qualche altro da
darmi come capo della Chiesa? Che io debba avere proprio
un uomo che ogni tanto se ne esce con qualche scarabocchio
e che all’ultimo anche mi rinnega? Proprio
questo?” – “Proprio quello! E con lui tu farai la Chiesa!”.
E allora il Signore Gesù obbedisce al Padre e dice a
Pietro: “Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore!” (Cfr. Gv
21,15-17). Ma perché? Perché questa è la volontà di Dio.
Perciò non scoraggiamoci se non abbiamo con noi le
persone ideali. “Sì, sì, tutto sarebbe possibile, ma c’è
quel tale…; bisognerebbe che quello non ci fosse…; sarà
impossibile finché ci sarà quel sindaco…, quel maresciallo
dei carabinieri…, quel medico…, quella maestra a
scuola!”. Nossignori! Proprio in un ambiente come questo
tu devi farti santo e santificare l’ambiente, far balzar
fuori da te quell’energia che Dio ha messo dentro di te
per superare quella difficoltà.
Quando noi eravamo giovani e meno motorizzati, per
sgranare il granoturco, si girava la manovella della macchina
sgranatrice e… bururumm… bururumm… bururumm!
Quando questa girava più velocemente, si buttava
dentro la pannocchia, e quando se ne buttavano due
o tre tutte in un colpo, la velocità diminuiva, ma poi la
macchina ripartiva di nuovo a tutta velocità.
Ebbene, la vostra vita sarà uno sgranare continuamente
il granoturco, miei cari. Sarà un susseguirsi di pannocchie:
una volta il mal di testa, un’altra volta un doloretto
a destra o a sinistra, un’altra volta sarà una persona…
Ma ricordatevi bene: cercate sempre di partire in velocità!
Guai se vi fermate dinanzi a una ‘pannocchia’. Ci
sono cristiani che si fermano non dinanzi a una ‘pannocchia’,
ma persino dinanzi alla fotografia di un moscerino.