otidiana è, secondo don Ottorino, la sintesi del metodo del discernimento
L’espressione riassuntiva di tutto quanto abbiamo riflettuto sul discernimento durante quest’anno nei numeri precedenti della nostra rivista, è quella tanto cara a don Ottorino del “Parlane a Lui”.Espressioneche ha fatto scrivere sotto un quadro di Gesù risorto ma con i segni della passione. Essa può essere considerata la sintesi del discernimento come metodo.Un metodo, cioè un modo di vivere spirituale, che ha al suo centro il dialogo a tu per tu con Gesù sacerdote servo, sentito presente nella propria vita, come una persona conosciuta, amata, seguita, desiderata. Così scrive don Ottorino nel suo testamento: “Se tu non riuscirai ad avere un tale intimo contatto col Cristo, vivendo in stretta unione con Lui fino a poter dire con Paolo: “Non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2, 20), non sarai il Cristo vivente e perciò comprometterai la tua missione tra i fratelli. Tutto il resto è valido, utile e necessario, solo se ti sforzerai di realizzare questa fusione col Cristo, amato, vissuto e ardentemente desiderato”.
Il dialogo con Gesù di cui parla don Ottorino scaturisce da una relazione di tipo sponsale e di amicizia, che è come il clima in cui la parola nasce, cresce, matura e si comunica. Così scriveva, pensando all’impegno dell’apostolo: “Se la mia amicizia per lui è autentica devo guardare in volto, col suo sguardo, ogni fratello che incontro ed aiutarlo ad essere come lo vuole il mio Signore”.
È un dialogo che ha come obiettivo quello di fare non la nostra volontà, ma quella di Gesù, attraverso l’analisi, in comunione con lui, della situazione (informarlo) e la ricerca, sempre in comunione con lui, di quello che lui vuole da noi (interrogarlo). Dialogo che è necessario sia continuamente ripreso come un esercizio umile e libero dal bisogno di vederne i risultati. Fino a che, per puro dono di Dio, ci sarà dato, almeno in qualche momento, di fare l’esperienza che Gesù vive veramente in noi. Questo ci basterà per poter continuare a riprendere, ogni volta come se fosse la prima volta, il nostro dialogo con Lui.
Esemplare in questo senso l’interpretazione che fa di questo tema ottoriniano Daniele Ricci, autore delle parole e della musica del CD di canzoni sul carisma e la spiritualità di don Ottorino (DonO, Il fuoco dell’amore in un santo del nostro tempo). Nella canzone”Parlane a Lui”, ispirata al testamento di don Ottorino, l’autore, racchiudendo nell’arco della giornata, da “quando il sole all’alba spunta nel tuo cuore” a “quando il giorno muore, ma il tuo cuore vive”, tutte le azioni e gli stati d’animo, le gioie e le fatiche, gli avanzamenti e le prove spirituali, li trasfigura con il ritmo dell’invito incessante di don Ottorino, rivolto a ciascuno di noi, del “Parlane a Lui”… “finché dirai: Non sono più io che vivo, ma Tu, Gesù, che vivi in me”.
Un dialogo con Gesù, quindi, che se coltivato come metodo di vita ci farà uno con lui e ci farà vedere tutto “con i suoi occhi e il suo cuore”, che sono gli occhi e il cuore del Padre.
Questo è il nostro orizzonte carismatico. Qui avviene il nostro “discernimento come metodo di vita spirituale a livello personale”.
Don Luciano Bertelli