Pensate in questo momento a qualche amico che vi ha lasciato per andare in Paradiso e chiedetegli: “Caro amico, quali sono le cose che servono per il Paradiso?”, e lui vi risponderà: “Quello che non è eterno non vale niente, non vale niente! L’unica cosa che io ho potuto presentare a quel Dio che dice: ‘Rendimi conto della tua vita’, sono stati i sacrifici che ho fatto per gli altri… Quello che mi è valso è stato solo quello che ho fatto per l’eternità!”.

Figlioli miei, nel mondo sta morendo la fede. Guai a noi se non cercheremo di alimentare la fede! Dobbiamo portare nel mondo la fede, siamo chiamati a portare la fede, a portare Dio, non a portare chiacchiere, a portare Dio! Bisogna credere!

Figlioli, non dobbiamo pretendere di vedere il nostro Dio che fa molti miracoli. Lui ce l’ha detto: “Sono presente nell’Eucaristia”, e allora: “Signore, credo; credo, Signore!”; “Sono presente nel tuo cuore!”, e allora: “Signore, credo che sei presente dentro di me!”.

Sappiamo che un bel giorno moriremo, che saremo giudicati, che un Paradiso eterno ci attende. E allora, figlioli, lavoriamo per il Paradiso, aspettiamo il Paradiso, aspettiamo la nostra risurrezione eterna!

Figlioli, in nome di Dio, in nome della nostra buona mamma, la Madonna, domandiamoci: abbiamo fede? Se in questo momento Dio ci chiamasse alla vita eterna, la candela che abbiamo ricevuto accesa nel giorno del nostro Battesimo è ancora accesa?

Figlioli, sia che il Signore vi chiami ad essere religiosi, sia che vi chiami ad essere padri di famiglia, ricordatevelo: siete cristiani e, alla porta della chiesa il giorno del Battesimo, o voi o attraverso il vostro padrino avete detto: “Credo in un solo Dio, credo nella risurrezione dei morti, credo nella vita eterna”.