Figlioli, occorre il coraggio di trasformare l’impossibile in possibile È raro trovare chi ha questo coraggio, ma è necessario. Tu parli insieme con tanti cristiani e li trovi scoraggiati: “Sì, ormai, non c’è niente da fare…”. Trovi spesso cristiani che parlano così. È raro trovare chi ha il coraggio di dire: “Le cose stanno così, ma… coraggio, avanti!”. È raro trovare questo coraggio, ma è comandato. Perciò io e voi abbiamo un comando da parte del Signore, di non tornare indietro, di non retrocedere dinanzi a ciò che sembrerebbe impossibile. Se il Signore ti dice: “Le porte sono chiuse, ma tu devi entrare”, devi arrampicarti sul muro senza esitare un istante e senza avere paura di sbattere il naso e di rompertelo. Capito? Vi dico: se voi siete sicuri che è volontà di Dio che passiate al di là del muro, voi dovete farlo senza esitare un istante e senza neppure pensare di mettervi in tasca un fazzoletto per asciugarvi il sangue che potrebbe uscirvi dal naso. Perché, sennò, vi capita quello che è capitato a Mosè: ha battuto due volte sulla roccia e per questo non è entrato nella terra promessa. (Cfr. Num 27,12-14)
Dinanzi alle difficoltà il Signore dovrebbe trovarci sempre in piedi. C’è il momento della stanchezza, c’è il momento dello scoraggiamento, c’è il momento in cui vediamo nero, ma quando intravediamo la presenza del Signore, quando sentiamo passare la volontà del Signore, quando sentiamo la voce di Dio, dobbiamo saltare immediatamente in piedi.