Troviamo nella Sacra Scrittura una frase che ci riempie di grande consolazione: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” (Gen 1,26). Dio ha creato l’uomo a propria immagine e somiglianza. Noi, perciò, per natura rassomigliamo a Dio.
L’uomo però ha rovinato l’opera di Dio. E il Signore ha detto: “Facciamo la redenzione!”, e ha promesso la redenzione. Ed ecco che l’uomo ferito attende il medico, attende colui che deve venire ad aprire le porte del Paradiso, che deve rimettere l’uomo sopra il piedistallo, che deve ridare all’uomo la sua grandezza.
E tutta l’umanità – dico l’umanità con la sua miseria – va gridando e il popolo ebreo che ha ricevuto la rivelazione va cantando: “Venga, venga questo re, venga questo salvatore!”. Ed ecco che arriva il momento voluto e stabilito da Dio: un angelo si presenta ad una fanciulla ebrea e le annuncia che sarà proprio lei la madre del restauratore (Cfr. Lc 1,26-38).
Io vorrei che ci raffigurassimo la scena: questa piccola fanciulla ebrea che riceve l’annuncio dell’angelo: “Tu sarai mamma di Gesù, tu sarai la mamma del salvatore!”. Questa fanciulla ebrea concepisce per opera dello Spirito Santo, viene riempita di Spirito Santo, si mette a disposizione totale di Dio: “Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola”.
E qui vorrei che pensassimo che siamo veramente presenti a Lui, seconda persona della Santissima Trinità, che si è incarnata ed è presente nell’Eucaristia.