Gv 9, 1-41 – IV domenica di Quaresima A – domenica ‘in laetare’
Commento per lavoratori cristiani

 

Ci sono due tipi di persone rassegnate: 

 

  • Il primo tipo sono coloro che si sono convinti che tutto è sbagliato, tutto va male, loro soprattutto.

    E vivono ancorati nella passività, perché la storia familiare li ha bloccati in un passato disastroso e in un futuro senza speranza: ne risulta un presente di oscurità, in cui lo sforzo principale è quello di raccogliere le briciole che cadono magicamente dall’alto. Il cieco nato è la figura di questo genere di persone. Incastonate nello schema del ‘do ut des’: se qualche disgrazia mi è capitata, certamente me la sono meritata io, o pago per causa degli sbagli di qualcuno a me molto vicino. Si sopravvive così nel pessimismo, nel vittimismo, che però porta parecchi vantaggi: meno responsabilità, meno rischi, meno cambiamenti…

  • Il secondo tipo, però, sembra essere più insidioso. Apparentemente sembrano persone attive e intelligenti, aperte e al passo con la storia. In realtà, la loro aggressività e la loro violenza si scarica nell’esercizio di un potere spesso subdolo e meschino. Comandano e incasellano la realtà dentro i propri schemi: ‘si è sempre fatto così’, ‘i nostri padri ci hanno insegnato, e noi non possiamo cambiare’. É la dittatura dello ‘status quo’, che implica la necessità di ostruire ogni passaggio di novità e di non credere alla fantasia dell’uomo e della storia. Rassegnati alla routine, alzano la roccaforte della ragione, nascondendo invidie e gelosie. Così sono i farisei, nel vangelo di Giovanni. Rassegnati alla propria visione di un Dio ‘che non ascolta i peccatori’ (v. 31). Dio giudice, rancoroso e vendicativo, che rende l’uomo oggetto delle proprie ripicche, privandolo di ogni libertà e responsabilità personale.

Questo sistema di rassegnazione, radicato in una falsa comprensione della religione e in una maschera di Dio, è il più pericoloso e triste. Questo tipo di persone generano il sistema affinché esistano, accomodate, anche le altre. E porteranno Gesù sulla croce. Perché Gesù, luce del mondo, non tollera la tenebra della rassegnazione. Non sopporta la passività e l’ozio ripetitivo. Non gode della fredda razionalità dell’uomo religioso, che non ha fede.

Padre Luca Garbinetto
Pia Società San Gaetano

 

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