PAPA FRANCESCO AGLI ITALIANI : “SENZA FIGLI NON C’É FUTURO” 

Gesto di grande significato quello del Papa che ha partecipato agli “Stati generali della natalità”, affermando: “Se le famiglie ripartono, tutto riparte, l’Italia riparte”.

 Questa volta non l’ha detto in aereo, nelle sue interviste a braccio prese al volo dai giornalisti, né dalla finestra papale focalizzando qualche striscione intenzionalmente esibito dalla piazza. Francesco ha messo la propria faccia  e credibilità accogliendo l’invito a partecipare, venerdì 14 maggio, agli “Stati generali della natalità”, in Auditorium romano pubblico, davanti al presidente del Consiglio Mario Draghi e attorniato da politici,  operatori sociali  e soprattutto da genitori e da figli che costituiscono il “Forum delle associazioni familiari”, organismo promotore di cultura e di politiche a favore delle famiglie italiane.

Sensazionale e commovente! Un pontefice latinoamericano di 84 anni suonati, claudicante ma sorridente, circondato ai piedi da numerosi  bambini e che accarezza  e benedice il ventre armoniosamente rotondeggiante di due  giovani mamme, dopo avere ammonito gravemente: “Penso con tristezza alle donne che sul lavoro vengono scoraggiate  ad avere figli e devono nascondere la pancia! Com’è possibile che  una donna debba provare vergogna per il dono più bello che la vita può offrire? Non la donna, ma la società deve vergognarsi, perché una società che non accoglie la vita smette di vivere!”.

Confesso la mia iniziale perplessità nel sentire il Papa, maestro autorevole nella Chiesa, “ringraziare” il governo  nazionale perché “finalmente  in Italia si è deciso di trasformare in legge  un assegno definito unico e universale, per ogni figlio che nasce”, auspicando che ciò “segni l’avvio  di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie”. In realtà questo riconoscimento la dice lunga sulla concretezza, sull’umiltà, sulla empatica incarnazione di un Pastore che non ha paura di immergere le mani nella pasta umana, scendendo  in campo e annunciando con chiarezza  la realtà e la profezia: “Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro: ma se le famiglie ripartono, tutto riparte, l’Italia riparte”.

Il problema è politico ed economico ma anche  educativo, di consistenza valoriale e spirituale, di  condizionamenti e modelli sociali: quindi di cultura, della nostra cultura che non trae linfa dalle radici più buone,  contaminata e snaturata da una comunicazione fuori controllo. Per questo Francesco offre tre indicazioni per dare forza a una primavera che risollevi dall’inverno demografico.

La vita è un dono che si riceve e che si tramanda. Un figlio è il dono più grande per tutti e viene prima di tutto. Al vero tesoro, lo dice il Vangelo, deve essere rivolto il nostro cuore e il tesoro della società sta nei figli che Dio vuole donarci.

Occorre parlare anche di sostenibilità generazionale, per fare nostre le risorse del creato. Afferma il Papa: “Non saremo in grado di alimentare la produzione e di custodire l’ambiente, di partire e  di ripartire… senza un’esplosione di nascite, senza infondere fiducia e speranza nelle giovani generazioni”.

Ne consegue la necessità di tessere e di garantire una solidarietà strutturale. È una sfida per l’Italia, tradizionalmente scarsa di risorse naturali ma ricca di popolazione e oggi bisognosa di un sussulto di speranza: per credere nel proprio avvenire e costruirlo.

don Zeno Daniele