Sogniamo nella certezza che Dio sta già realizzando nel cuore della nostra Famiglia un progetto di rinnovamento che sta per fiorire

 

Carissimi,

stiamo ancora celebrando gli 80 anni della nostra Opera. Le tante iniziative messe in atto sono un canto di lode al Signore, che fa cose meravigliose servendosi della povertà dei suoi figli. Le abbiamo radunate sotto il titolo significativo e a noi caro: “Sogno un mondo”. È quanto don Ottorino scriveva pochi mesi prima di morire, in un momento in cui l’Opera stava passando un tempo difficile, perché tutto il lavoro fatto fino a quel momento sembrava destinato a svanire nel nulla. Proprio in quel contesto di apparente “fallimento” don Ottorino guarda lontano e con gli occhi e il cuore di Dio sogna per l’Opera una rinascita, quasi come l’esplosione di una fioritura miracolosa di tutti i valori nei quali aveva creduto e che sembravano invece scomparire.

Scrive: Sogno un mondo dove tutti i sacerdoti e diaconi siano sorridenti e pieni di Dio, dove i religiosi vivano una donazione totalitaria al Signore, i cristiani si sentano collaboratori di Dio, dove i giovani mettano gioiosamente a servizio la propria esuberanza e freschezza…

Solo un profeta di Dio può vedere fiorire un giardino dalla palude.

Sulla parola di don Ottorino anche noi allora sogniamo e ci facciamo attrarre facendo nostro un progetto ideale che è di Dio. Vi aderiamo mettendo già fin d’ora tutte le energie per realizzarlo, anche se siamo in un momento carico di domande e di dubbi che sembrano non trovare risposta.

In questa situazione critica, solo una lettura profetica di essa può portarci a sognare una nuova meravigliosa primavera. E noi sogniamo nella certezza che Dio, Signore della storia, sta già realizzando nel cuore della nostra Famiglia un progetto di rinnovamento che sta per fiorire.

Per questo osiamo parafrasare il sogno di don Ottorino e sogniamo alla grande, sogniamo in Dio.

Sogniamo di diventare una Famiglia di fratelli e sorelle uniti nella carità; una Famiglia dove ognuno, religioso o laico, si sente scelto e amato da Dio; una Famiglia dove tutti vivono in continua ricerca della volontà di Dio dentro l’ordinarietà della vita; una Famiglia dove tutti sono preoccupati di gridare con la parola e con i fatti che Dio ci ama uno ad uno; una Famiglia dove nessuno si arrende finché una sola persona al mondo non conosce e non ama Dio con tutto il cuore; una Famiglia che vive ventiquattro ore al giorno a tu per tu con il Signore Gesù, amico e salvatore; sogniamo una Famiglia gioiosa come lo era don Ottorino; una Famiglia che non aspetta che la gente venga da lei, ma che è sempre in uscita cercando e promuovendo spazi di accoglienza e di ascolto.

È vero che sono sogni, ma se essi si trasformano in progetti hanno la potenzialità di dare un volto nuovo alla nostra realtà, perché i sogni hanno la radice nel cuore e alimentano la speranza. Soprattutto però i sogni di cui stiamo parlando sono frutto dello Spirito che è il vero motore della storia.

E allora continuiamo a sognare, che è come dire: continuiamo a costruire futuro ogni giorno.

Don Venanzio