Caro fratello, un bel giorno moriremo anche noi: o in aereo o a piedi o in macchina e allora compariremo davanti a Dio, e allora quello che resterà della nostra vita sarà l’amore, la carità; il resto non vale niente. Diciamo quindi al Signore che bruci tutto quello che in noi non vale e che ci faccia aumentare l’amore, la carità. Dobbiamo incontrarci con il Signore, dobbiamo conoscerlo. E ricordatevi che incontrarsi con Dio non è incontrarsi con qualcosa di fantasioso, ma è incontrarsi con l’uomo-Dio. Gesù è uomo ed è uomo-Dio. Bisogna che anche noi ci rassegniamo ad accettarci come uomini. Vi accorgerete di questa necessità quando sarete un po’ più vecchi e cominceranno gli acciacchi della gioventù avanzata: ora si avrà male ad una gamba, ora alla testa, ora allo stomaco, o si farà la constatazione di una deficienza e poi di un’altra…, e allora verrebbe la voglia di dire: “Oh, se io fossi…, se avessi la salute, se avessi più intelligenza, se da giovane fossi stato educato meglio…”. In altre parole, costatando la nostra natura e le sue debolezze è facile che noi cerchiamo di trovare una scusa per non fare quello che dovremmo o potremmo fare.Anche Gesù era uomo: sentiva la stanchezza, il sonno, la pesantezza, eccetera, però in lui la volontà dominava la natura.