Quando in un aereo in volo si accende la scritta “allacciare le cinture”, è segno che ci sono in vista dei temporali, delle forti correnti d’aria o dei banchi di nubi un po’ pericolosi. Attenti, figlioli, anche nella vita spirituale a un dato momento si può accendere la scritta: “Allacciare le cinture!”. A noi non interessano quali siano, da dove vengano queste tempeste; io vi dico soltanto: “Allacciare le cinture!”. Voi chiederete: “Dove sono le cinture?”. Figlioli, la prima cintura da allacciare è la “cura del sole”. In altre parole: allacciatevi al tabernacolo! Imparate a vivere della vita di Gesù: vita di preghiera, vita di unione con lui. Attaccatevi a lui! Guardate che lui è vivo, guardate che ha il cuore grande, guardate che vi capisce, guardate che vi parla se voi lo ascoltate. Perciò stringiamo sempre di più il nostro cuore al cuore di Cristo. E allora, quando voi avrete allacciato questa cintura e sentirete che fuori soffia il vento, a voi verrà da ridere perché avrete una cintura tale che direte: “Io ho il mio Cristo e mi basta”. Perciò, per prima cosa, figlioli, attaccatevi al tabernacolo, ma attaccatevi proprio in modo da parlare con lui e di sentirlo. Non sentimentalismi: “Gesù, Gesù…”. No, no, no! Rimanete attaccati nell’aridità, attaccati nella freddezza: “Signore, sono tuo! Credo, sai. Anche se sento freddezza, anche se sento aridità, sono pronto a questo pane duro che tu mi domandi, a questo vuoto del cuore, a questa amarezza. Signore, per te, per le anime, Signore! Eccomi qua!”. Figlioli, questo è necessario; bisogna che ce la intendiamo così con il Signore.