Amici miei, Gesù ha salvato il mondo proprio nel momento in cui ha provato sete, abbandono, desolazione: “Tutto è compiuto.” (Cfr. Gv 19,30). Noi siamo chiamati a salvare il mondo nello stesso modo. Però, attenti, vi do un consiglio: se potete, in quei momenti, ritiratevi da soli a pregare, perché è facile commettere delle stupidaggini, è facile vedere nero, è facile esprimere giudizi negativi, è facile parlare male.
Se vi è possibile, scappate con Gesù su qualche monte e state là a pregare. Questo per quanto è possibile. Può darsi che qualche volta non lo sia: pazienza! Allora si va un momento in chiesa e si dice: “Signore, sentirei il bisogno di scappare via; fammi il piacere: tienimi una mano sulla testa perché non faccia degli spropositi!”.
Siamo uomini e come uomini mettiamo in preventivo che bisogna dormire, bisogna mangiare e bisogna portare la croce; e mettiamo anche in preventivo che fra le croci ci sono quelle del vuoto, che sono inevitabili. Perciò farsi santi non vuol dire togliere le croci, ma piuttosto aumentarle.
Vi voglio dire anche un’altra cosa: quando uno è fisicamente stanco, è più soggetto a questi momenti. Cari miei, bisogna mettere in preventivo che verranno questi momenti specialmente quando il tempo cambia, quando siamo stanchi, dopo un lavoro eccessivo, quando saremo più vecchi…
Allora pensiamo che, prima di noi, questi momenti li ha passati Gesù e ricordiamoci che proprio in quei momenti lui ha salvato il mondo.