Gesù, venendo in mezzo agli uomini, ha fatto tutte le sue scelte, veramente tutte, mille su mille, un milione su un milione, tutte le ha fatte in senso apostolico, e cioè per rispondere a un piano del Padre, per fare la volontà di Dio istante per istante.
Il Signore ha chiamato anche me a salvare i fratelli e perciò le mie scelte dovrebbero essere tutte apostoliche: la scelta del divertimento, la scelta del cibo, la scelta dello studio, la scelta del lavoro. Io sono di Dio e devo andare dove Dio mi vuole.
Questo è facile dirlo a parole, ma è difficile farlo con i fatti. Posso assicurarvi, però, che è facile se si vive la vita di unione con il Signore. Se invece si vive in maniera artificiosa, con preoccupazione, ho paura che non ci riuscirete; io personalmente non ci riuscirei, ma può darsi che un altro ci riesca. Se lo faccio guidato dall’amore di Dio e dalla sua presenza, questo diviene una necessità; ma se lo faccio per ragionamento, io non sarei capace perché mi dimenticherei.
L’esperienza che ho fatto nel mio cammino di lavoro spirituale è stata questa: avevo cominciato a fare le mie scelte con annotazioni scritte, con un lavoro, direi, d’intelligenza: “Adesso devo fare questo, devo ricordarmi dell’offerta di ogni azione, devo….”; questo era un lavoro troppo artificioso. Farsi santi in tal modo è una cosa impossibile.
Ho trovato molto più semplice dire: “Io voglio vivere sempre in compagnia del Signore, per cui al mattino, prima di alzarmi, rimango un poco a conversare con lui”. Questa mattina, ad esempio, prima di accendere la luce, mi sono seduto sul letto e sono rimasto a conversare con lui: “Io comincio la giornata, ma parliamoci con chiarezza, ho detto. Ci sono questi problemi…; dimmi, Signore, che cosa devo fare oggi, come devo rispondere a questa persona e affrontare quel problema…?”. Sono rimasto per dieci minuti seduto sul letto e poi ho detto: “Ora accendo la luce e partiamo, insieme con te, o Signore, intendiamoci bene!”.