A volte qualcuno mi ha chiesto: “Che cosa devo fare per essere umile?”. Ho risposto: “Figliolo, alla sera, prima di andare a letto, buttati per terra, baciala dicendo: ‘Signore, ecco quello che sono; tu sai quello che sono, fidati poco di me perché ne combino di tutti i colori; tienimi la mano sulla testa.” – “E dopo sono umile?” – “No, dopo incominci a capire che sei superbo: basta questo; non pensare se sei o non sei umile. Non fermarti a pensare a questo, perché il giorno che ti accorgessi di essere umile saresti più superbo ancora”. Se io non mi accorgo di essere umile e mi pare di essere superbo, allora vuol dire che sono umile.
Siamo così sciocchi: creduloni all’adulazione del mondo! Siamo così contenti quando ci dicono che siamo bravi e stiamo così male quando ci dicono che siamo sciocchi!
L’operaio preme un bottone, scende la pressa: brooomm, esce un oggetto e allora pensa: “Che grande cosa ho fatto io!”, mentre ha solo premuto un bottone! Noi siamo così: nella vita premiamo un bottone, esce un oggetto…; qualche volta anzi si sbaglia bottone e allora succede un grande pasticcio come, per esempio, quando si sbaglia con la calcolatrice e alla fine ne risulta un errore. Così anche noi ricordiamoci: sono di Dio, tutto di Dio; la mia libera volontà deve solo premere un piccolo bottone e la potenza di Dio opera il resto.