Guardate che Dio, quando agisce, non mette mai proporzioni
tra causa ed effetto. A Cana prende un po’ d’acqua
e dice: “Ecco il vino!”; lungo il lago, prende una
barca con una rete piena di buchi, di giorno, in un posto
dove non c’è pesce e dice: “Andate e pescate!”.
Certamente Pietro ha dovuto fare la sua parte di buon
pescatore, cioè da parte sua ce l’ha messa tutta, però ce
l’ha messa tutta in un posto dove un altro pescatore
avrebbe detto: “Sei pazzo ad andare a pescare lì, e di
giorno!”. Lui, invece, “nel nome del Signore”, pesca e
raccoglie quel pesce che sappiamo.
Quando il Signore agisce, non mette proprio proporzione
fra causa e effetto. Una causa minima in mano di Dio
produce un effetto strepitoso.
Ricordatevi che Dio può prendere un insulso e confondere
l’umanità intera, purché questo insulso si metta
totalmente nelle sue mani. È l’abitudine di Dio! Egli vuol
far vedere agli uomini che con niente fa tutto. Però gli
uomini devono fare la loro parte come quei servi che a
Cana hanno preso le idrie e le hanno riempite d’acqua.
Poteva riempirle lui e invece ha richiesto la collaborazione
degli uomini. “Prendete le idrie, riempitele d’acqua e
mescete!”. Dio vuole questa azione!
Perciò ricordatevi: il Signore vuole un’azione anche da noi,
ma rendetevi conto che stiamo lavorando con Dio e allora
cerchiamo di essere sempre uniti a Dio nella sua volontà.
Il giorno in cui, invece di prendere le idrie, andremo a prendere
la botte o a comperare il vino all’osteria, ricordatevi
che cesserà l’intervento di Dio.