Mi pare che il nostro telefono con Dio abbia talvolta un
difetto: funziona dal basso verso l’alto; invece non funziona
dall’alto verso il basso; riusciamo a telefonare
verso l’alto, specialmente quando abbiamo bisogno di
qualcosa, ma non arriva la risposta quando chiediamo
un permesso. “Prima di fare quella azione hai chiesto il
permesso al Signore?” – “Sì, ho domandato!” – “E che
cosa ti ha risposto?” – “Il male è che ho cominciato a fare
quell’azione prima ancora di aspettare la risposta!”.
Allora, sentite, mettiamoci in contatto con il Signore e
chiediamogli che interessi l’ufficio “guasti e riparazioni”
del Paradiso perché riattivi la suoneria, in modo che ci
sia concessa la grazia di poter telefonare a Dio in tutti gli
istanti della nostra vita e di aspettare la risposta dall’alto
prima di compiere le nostre azioni. Diciamogli: “Signore,
fa’ che io compia ogni mia azione soltanto dopo averti
interrogato e dopo avere ottenuto la risposta”.
Scusate se insisto in tutti i modi e le forme, ma vi supplico
in nome di Dio: prendete la bella abitudine di domandare
a Dio quello che dovete fare. Fermatevi, se avete
fretta, fermatevi per non far pasticci. Andate in chiesa,
prendete un foglietto di carta, un quaderno e scrivete le
vostre idee, oppure ritiratevi nella vostra stanza, chiudetevi
dentro, mettetevi alla presenza di Dio: “Signore, che
cosa devo fare?”.
Quando sentite di avere troppa fretta, dovete andare
piano. Non decidete niente. Quando dico: “Prima di prendere
certe decisioni, lasciate passare una notte, una
Messa, una comunione”, intendo dire questo: incontrarsi
con lui, con calma, per trattare le cose sue con semplicità.