Gesù riunisce attorno a sé gli Apostoli sul Monte degli Olivi ed ecco come li invia in missione: “A me fu dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate, dunque, istruite tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,18-20).

 

Ecco la missione degli Apostoli! Gli Apostoli non erano abituati a viaggiare in treno e neanche in aereo; erano abituati a vivere nella loro piccola nazione dalla quale forse non erano mai usciti. Questi benedetti Apostoli ricevono da Gesù, in nome del Padre, l’ordine di andare ad evangelizzare il mondo intero, di istruire tutte le nazioni. Sembrerebbe una cosa da matti.

 

Fratelli, questo comando che Gesù ha dato agli Apostoli lo ha dato anche a noi. Duemila anni fa questa parola era riservata a loro, adesso è riservata a noi. Il Signore Gesù è con noi, però noi abbiamo davanti allo sguardo la stessa missione degli Apostoli.

 

Non possiamo dire: “La mia missione si esaurisce qui e di quelli di là a me non interessa niente!”. No, a me interessa, e se un domani si scopre che sopra la luna ci sono uomini, mi interessano anche quelli; la mia responsabilità e la mia missione vanno fino a quelli che sono sulla luna. “Andate!”.

 

Quando nei miei viaggi in aereo guardo giù, quante volte dico: “Io sono responsabile di tutta questa gente. Io devo fare qualcosa!”. La prima volta ho preso paura pensando a questa responsabilità; pensavo che il mondo fosse più piccolo e invece ho visto che era grande. Vedevo città e paesi e mi chiedevo: “E questa gente? Io devo fare qualcosa, perché il Signore me l’ha comandato”. Sono cose d’aver paura.