Nell’Antico Testamento si legge che Abramo prese con sé il figlio Isacco e lo portò sopra il monte (Cfr. Gen 22,1-19). Durante il cammino il ragazzo chiedeva: “Babbo, il fuoco e la legna ci sono, ma la vittima dov’è?” – “Figlio mio, il Signore provvederà”. Con Gesù abbiamo il nuovo Isacco che volontariamente si porta sopra il monte, volontariamente si colloca sopra la legna vicino al coltello per essere ammazzato: “Fattosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2,8).

È questa la nostra strada; il Paradiso l’avremo lassù. I fratelli si salvano con il sangue e non con l’acqua di Colonia, amici miei!

Qualcuno potrebbe dirmi: “Ma io sono uomo!”. Anche Gesù era uomo e credo che anch’egli abbia pianto il giorno in cui lasciò la mamma a Nazaret per incominciare la sua missione apostolica; e più d’una volta avrà pianto vedendosi incompreso e perseguitato, o dovendo lasciare la casa di Betania per portarsi in mezzo ai Giudei ed essere da loro deriso e schernito, o nel lasciare il Cenacolo per andare nell’orto degli Ulivi ed esservi preso e poi ucciso. Noi siamo i seguaci di un Cristo che, alzatosi in piedi, abbandonò il Cenacolo e andò dove l’attendeva la morte.

Non vi nascondo che vi voglio tanto bene, ma, se il Signore mi chiamasse nell’altra casa, penso di non volervene di meno. Comunque facciamo la volontà di Dio. Una sola cosa desidero: essere ogni giorno dove il Signore mi vuole. Mi vuole qui? Mi vuole in fondo al mare? Mi vuole in America? Sia fatta la volontà di Dio!