Amici miei, ci rendiamo conto della gravità del peccato? Io ho paura che con il mondo di oggi, si vada perdendo il senso del peccato, dell’offesa a Dio. Quando vi ritirate in preghiera, mettete a fuoco questi punti: cosa vuol dire offendere Dio e come ogni peccato, per quanto sia piccolo, rompe l’equilibrio.
Voi sapete che i gommisti d’auto hanno un apparecchio per equilibrare le gomme, perché se una gomma non è equilibrata, la macchina non corre bene.
Non parliamo, poi, di un motore elettrico il quale, se non è equilibrato, si muove e sembra quasi girare per tutta la tavola; così capitava ai nostri primi motori, che andavano da una parte all’altra dell’officina da soli, anche perché, invece d’essere costruiti con lamierino magnetico al silicio, erano fatti con i fondi dei barattoli. Beh, amici miei, quando un motore non è equilibrato, è un disastro!
Quando io commetto un solo peccato veniale, rompo l’equilibrio di tutto l’universo; per quanto poco, rompo l’equilibrio. Guardate che dobbiamo renderci conto di questo: ognuno di noi ha collaborato a rompere l’equilibrio, e la penitenza è un mezzo per equilibrare l’universo. Dio ha creato tutto nell’armonia. Io, uomo, posso rompere l’armonia. In che modo? Ribellandomi: è sufficiente un solo peccato veniale volontario.