È ancora valida l’ascetica di saper dare le piccole cose al Signore. Offrire a una mamma un fiore, è sempre un gesto valido per esprimere l’amore. Lei rimane contenta perché la mamma è sensibile più alle piccole che alle grandi cose.
A Dio dobbiamo dare anche le piccole cose. Figlioli miei, io non sono mio, sono di Dio e, se sono di Dio, anche le piccole cose devo farle per amore di Dio. Non trascurate le piccole cose.
Voi rischiate di portare al Signore una cosa grande e poi siete incapaci di offrirgli la piccola cosa a lui gradita.
Guardate che a Dio piacciono, anzi vorrei dire che Dio vuole le piccole cose. Quando viene una persona di riguardo, vi preoccupate di cambiare la tovaglia e di mettervi dei fiori sopra. “Ma non è questa la sostanza!”. Lo so che non è la sostanza, ma per il rispetto alla persona che viene, tu presenti una tovaglia pulita e vi metti i fiori sopra.
Per amore di Dio, se tu capisci chi è Dio, chi è Gesù e che cosa desidera Gesù, tu vai in cerca anche delle piccole attenzioni. Se io so che oggi viene a pranzo da noi il Vescovo e so che al Vescovo piacciono i garofani, dico: “Prendiamo dei garofani e mettiamoglieli davanti”. Mi sembra già di vedere il Vescovo che esclama: “Che belli! Dove li avete scovati? Ma sapete che sono il mio debole?”. Il Signore ha il debole per le piccole cose. Sì, sì, sì: il Signore ha proprio il debole per le piccole cose, e lui desidera trovare le piccole cose sulla tavola dove noi lo invitiamo tutti i giorni.