Amici miei, bisogna che noi ci abituiamo ad essere un
po’ di più in relazione con il soprannaturale e che non
diamo come scontato che facciamo la volontà di Dio:
“Perché faccio quelle cose? È logico, le faccio per il
Signore!”. No, amici miei! Se vogliamo essere i carmeli
ambulanti, i contemplativi in azione, la nostra vita deve
essere una vita nella quale il telefono funziona continuamente
e ogni nostra azione, specialmente l’azione che
pesa, deve essere accettata dalle mani di Dio, anche se
viene dalla cattiveria degli uomini o da qualche incomprensione;
da qualsiasi parte venga, deve essere accettata
dalle mani di Dio.
Sono questi gli uomini che Dio sta aspettando: uomini
spiritualizzati, uomini che dedicano interamente se stessi
all’attività, in continuo contatto con Dio, preoccupati
solo di fare quello che vuole il Padre, in altre parole,
uomini completamente in mano del Padre e perciò strumenti
docili ed efficaci per la salvezza dei fratelli. Se noi
non riusciamo a inserirci completamente nella volontà
del Padre, è impossibile l’atterraggio nel mondo d’oggi.
In certe circostanze, se non c’è il radar, il volo di un aereo
è difficile, difficilissimo. Amici miei, dobbiamo atterrare in
un mondo in cui ci sono tanti temporali, bufere tremende,
dove non possono atterrare uomini che non siano radiocomandati
o telecomandati da Dio. Atterrare senza essere
in continuo contatto con Dio, è pazzesco, è roba da
matti, roba da matti!