Figlioli, siamo stati creati per il Cielo e il Signore ci dà i mezzi necessari per andare in Paradiso. Però noi dobbiamo usare questi mezzi perché altrimenti, se Dio mi butta la scala e io non voglio salire, è inutile che mi lamenti con il Signore.
Il Signore ci dà i mezzi necessari per andare in Paradiso, ma c’è una parte che dobbiamo fare noi e cioè salire la scala. Dio mi ha creato per il Cielo e mi dà la scala per andare in Cielo, ma se io non voglio salire la scala, sarò castigato per tutta l’eternità, avrò il castigo della mia mancata corrispondenza all’amore di Dio. Sono io che mi castigo da solo, perché non voglio salire.
Figlioli, vorrei farvi capire quello che ci dicevano le nostre buone mamme: “Figliolo, ricordati, in Paradiso non si va in carrozza!”. L’avete mai sentita questa frase? Oggi, tanto per cambiare un pochino, si direbbe che non si va in Paradiso in automobile. Una volta la carrozza era il “non plus ultra” per viaggiare; i poveri avevano l’asino, la carrozza era dei signori.
Cioè, c’è la scala che viene giù, ma tu non puoi pretendere di andare in Paradiso senza fare niente, devi innalzarti, fare fatica, togliere la pelandronite, alzare le braccia e su, su, su, fare fatica.
In qualunque parte andiate, ricordatevi quello che vi ho detto: “In Paradiso non si va in carrozza!”. Questo principio vale per tutti.