Io devo innamorarmi di Cristo totalmente e non in quella forma con cui il mondo definisce l’amore che è profanazione della parola sacra. Io chiamo amore quello della mamma per il bambino; chiamo amore quello della moglie quando il marito è ammalato o si arrabbia e lei sa sopportare e compatire: allora si prova se è amore o no.

 

Non chiamiamo amore quando l’amore è amore di se stessi. “Io amo lui perché mi piace, e cioè io amo me”. Questo non è amore, ma una falsificazione dell’amore.

 

Perciò, figlioli, se noi vogliamo darci a Cristo, non dimentichiamo che il nostro cuore ha bisogno di amare. E allora dobbiamo cercare non di amare noi stessi, non di cercare noi stessi.

 

A volte si fallisce perché si vorrebbe trovare in Cristo quello che si trova in una ragazza, in un giovane, che naturalmente è come cercare se stessi. “Quella ragazza mi piace e mi dà soddisfazione. Se tu, Gesù, mi dai soddisfazione come quella ragazza, anzi di più, scelgo te”. Se ti formi una famiglia in quel modo, sarà una famiglia disgraziata proprio per questo: perché l’amore è donazione e donazione non vuol dire scambio: “Io gli do mille lire e l’altro mi dà tanti chili di merce”. La donazione è una cosa gratuita, un’offerta gratuita. Se noi comprendessimo che cos’è!

 

Mi sono dato, mi sono donato al Signore, perciò ho un solo proposito: lo seguo e non discuto più.