Quando Gesù è venuto sulla terra, il Padre suo gli ha dato un programma: “Ecco, tu vai là, e ricordati di non fare niente di diverso da tutto quello che è scritto qui. Ti raccomando: niente di diverso da tutto quello che è scritto qui”.

 

Quando leggiamo il santo Vangelo troviamo che Gesù è preoccupato soltanto di questo: fare tutto e solo quello che il Padre gli ha prescritto dal Cielo, solo questo: “Padre, che cosa devo fare?”. Egli mette se stesso a disposizione del Padre per fare quello che il Padre vuole.

 

Figlioli, non capiremo niente, niente della passione del Signore, se anche noi non avremo la stessa preoccupazione. È tutta qui la santità: conoscere Cristo, amare Cristo e desiderare di seguirlo nel compiere la volontà di Colui che ha mandato Lui e che ha mandato me; imitare Cristo nel compimento della volontà del Padre.

 

Il Padre si manifesta in mille modi. Basterebbe analizzare la vita del Cristo per capire che il Padre non sempre ha parlato dal Cielo: “Figlio, fa’ questo!”; ma ha manifestato la sua volontà anche attraverso gli uomini. Dio Padre manifesta la sua volontà al Figlio suo attraverso un superiore assassino come Erode, e gli dice: “Adesso va’ a Betlemme. Va’ a Nazaret. Va’ in Egitto”, e più tardi lo richiama dall’Egitto. In quell’occasione lo chiamerà con un angelo, manifesterà con questo la sua volontà, ma prima aveva manifestato la sua volontà perché andasse in Egitto attraverso un delinquente!