Un cristiano dovrebbe dire: “Sono venuto sopra la terra per fare la volontà del Padre che è nei Cieli. Il mio cibo è fare la volontà del Padre”. Un papà di famiglia dovrebbe dire: “Io sono qui per fare la volontà di Dio! Ho una moglie, ho dei figli, per fare la volontà di Dio”. E la moglie dice: “Ho dieci figli perché voglio fare la volontà di Dio”. Quel padre dice: “Adesso, invece di andare all’osteria, vado a casa perché ho dei doveri, per fare la volontà di Dio”.

 

Io ho abbandonato da piccolo il mio paese e sono entrato in seminario per fare la volontà di Dio . Quando ho dato inizio all’Opera è stato per fare la volontà di Dio e l’ho cercata prima con il mio padre spirituale, poi con don Calabria, ma solo per un motivo: fare la volontà di Dio, perché fuori della volontà di Dio casca il palco.

 

Il Padre mi ha creato, mi ha messo sulla terra, rispetta la mia volontà, vuole la mia collaborazione, ma sempre nel compimento della sua volontà che mi viene espressa attraverso i libri santi, attraverso la Chiesa e il suo magistero, che mi viene espressa attraverso coloro che rappresentano Dio sopra la terra, cioè i miei superiori, e attraverso le circostanze.

 

Se il Vescovo mi avesse detto: “No!”, anche se avessi avuto mille miracoli, non avrei cominciato; anche se fosse venuto lo Spirito Santo in persona a dirmi: “Comincia!”, avrei detto: “Piano, io non sono sicuro che tu sia lo Spirito Santo; va’ dal Vescovo, digli quello che hai detto a me, e che il Vescovo mi dica di sì, ma io non mi ribello all’autorità; lo Spirito Santo mi ha insegnato ad essere obbediente”.